Parla Daniele Laiosa, presidente di Limet: "Troppa energia nel Mar Ligure, e non ci sono segnali di inversione di tendenza"
Liguria. Sรฌ, per questโanno รจ finita. Ma nessuno puรฒ dire che lโanno prossimo non sarร lo stesso. Un autunno terribile ha appena abbandonato la Liguria per lasciare spazio allโinverno meteorologico che porta con sรฉ altri problemi, comunque ben diversi da esondazioni e frane. Per avere i dati completi bisognerร aspettare il 31 dicembre, ma alcuni numeri parlano da sรฉ: in 45 giorni, su alcune zone del settore centrale, รจ piovuto piรน di quanto si registra in un anno intero. A Mele oltre 1.800 millimetri secondo dati Arpal, in dodici mesi sono circa 1.600. Solo a novembre 1.143 millimetri a Urbe, rilevati da una stazione Limet. Ed รจ proprio col presidente dellโassociazione ligure, il meteorologo Daniele Laiosa, che abbiamo parlato per capire cosa รจ successo e perchรฉ รจ capitato proprio a noi.
ร vero che รจ stato lโautunno piรน piovoso dal 1953? ร difficile dirlo. Alcune centraline nel novembre 2014 hanno registrato accumuli analoghi. Quello che spicca รจ che, mentre lโinterno del Genovese e del Tigullio hanno medie pluviometriche allineate alla media, risultano del tutto anomali i valori della zona costiera. Di solito vanno dai 900 ai 1300 mm annuali, ma questโanno superiamo abbondantemente i 2.000 millimetri. Se consideriamo solo novembre ci sono zone che non superano di solito i 100 millimetri di pioggia, ad esempio Arenzano, che registrano invece un surplus notevole.
Continue ondate di maltempo con piogge incessanti sulla nostra regione. Perchรฉ? Ci sono principalmente due elementi. Uno sta diventando sempre piรน costante: lโaccumulo di energia che si verifica durante la stagione estiva. Responsabile รจ soprattutto la configurazione che permette allโanticiclone afro-mediterraneo di veicolare in maniera sempre piรน massiva aria calda proveniente dal Sahara sul Sud Europa. Emblematica รจ stata lโondata di caldo a fine giugno. Abbiamo picchi di calore molto elevati che non vengono dissipati durante lโautunno meteorologico. Cโรจ una tendenza sempre piรน forte alla conservazione di questa energia, tanto che lโestate si prolunga spesso fino a metร ottobre, e questโanno non si รจ smentito. Poi, improvvisamente, qualcosa รจ cambiato.
Cosa รจ successo? Durante la stagione autunnale le forzanti oceaniche, cioรจ i flussi di atmosfera, le correnti presenti sullโOceano, hanno generato una penetrazione dei fronti sulla rotta centro-occidentale. Cโรจ un motivo preciso: lโarea di alta pressione estesa e coriacea presente sulla Groenlandia che si รจ protratta per buona parte dellโestate e ha condizionato pesantemente lโautunno. Il โnastro trasportatoreโ, chiamiamolo cosรฌ, delle correnti in quota in uscita dagli Stati Uniti, incontrando questo ostacolo, รจ rimasto piรน basso, e di conseguenza ha poi veicolato un flusso perturbato dalle medie latitudini atlantiche direttamente sullโEuropa occidentale. Questo non sempre avviene, ma questโanno รจ accaduto in maniera marcata. Le perturbazioni tendono poi a intensificarsi passando sul Mediterraneo caldo, piรน caldo della media, perchรฉ il mare trattiene lโenergia piรน di ogni altra cosa. Il fronte si rinvigorisce e la fase prefrontale, la piรน critica per la nostra regione, รจ stata enfatizzata da quella che si chiama circolazione bloccata.
Parliamo dei temporali auto-rigeneranti? Esattamente. Il fronte rallenta, si intensifica e si verifica quella convergenza tra i venti di nord-est che anticipano il fronte e i venti da sud carichi di umiditร , che in questo modo forniscono altro carburante per la genesi di questi nuclei.

Perciรฒ possiamo dire che gli ingredienti per un autunno alluvionale si riscontrano giร durante lโestate? Il riscaldamento del Meditterraneo, che ormai assume una forma sempre piรน regolare con le frequenti ondate di caldo, รจ una condizione necessaria ma non sufficiente. ร perรฒ la base per un apporto energetico che rispetto al passato รจ superiore, piรน enfatizzato. Il calore accumulato dalle acque si riflette in una intensificazione del fronte e favorisce temporali bloccati e persistenti. Tuttavia non si puรฒ dire โestate calda uguale alluvioniโ, lโeccesso di caldo รจ senzโaltro un elemento che deve preoccupare, ma un ruolo importante lo giocano le configurazioni euro-atlantiche.
Questโanno perรฒ รจ stato un mix esplosivoโฆ In un certo senso sรฌ, lโalta pressione statica sulla Groenlandia ha favorito lโentrata dei fronti, il problema รจ che a livello atmosferico possono essere tanti gli elementi che inducono questa dinamica. Mentre lโalta pressione africana ormai รจ unโattrice costante dellโestate mediterranea, lโanomalia sullโAtlantico che ha favorito questo treno di perturbazioni si รจ verificata questa volta. Magari lโanno prossimo pioverร lo stesso ma grazie ad altre situazioni.
Questi scenari si ripresenteranno sempre piรน spesso in futuro? La risposta รจ sรฌ, finchรฉ si verificheranno le condizioni di partenza durante la stagione estiva. Lโescalation di record di calore nellโultima decade รจ sintomatica di un aumento di energia sul Mar Ligure che inevitabilmente enfatizza la genesi dei fenomeni auto-rigeneranti o semi-stazionari. Siamo entrati in un ciclo da tenere in attenzione, che si manifesta soprattutto in eventi pluviometrici di una certa intensitร nella stagione autunnale. Dal 2010 al 2019 praticamente non ci sono mai state interruzioni negli eventi alluvionali, da Sestri Ponente-Varazze fino ad oggi. Questo periodo cosรฌ lungo ci fa pensare che questa fase continuerร . Al momento non ci sono segnali di inversione di tendenza. Ma non solo, cโรจ anche lโaumento di frequenza degli eventi meteo marini. Assistiamo a uno sfogo di energia meccanica che si รจ manifestato con una serie di tempeste storiche: il 6 novembre 2000, il 31 ottobre 2008, il 29-30 ottobre 2018. Certo, il mondo non finirร tra tre anni. Ma per ora non ci aspettiamo variazioni
Possiamo dire che ormai siamo in inverno? Cosa ci aspetta? Lo sapete, รจ difficile da stabilire. Di sicuro questa lunga fase che ha caratterizzato novembre รจ conclusa, al momento non ci sono piรน le condizioni per avere nuove ondate di maltempo nei prossimi dieci giorni, ma non รจ detto che poi non ritorni una fase piovosa. Per ora il rinforzo dellโalta pressione e lo sprofondamento depressione atlantica sul Nord Africa favorirร ingresso di correnti piรน fredde. Non si parla per ora di gelo pesante e neve. Cโรจ un gradito ritorno delle correnti settentrionali, che in montagna portano a temperature negative e sulla costa venti forti, ma anche tassi di umiditร molto bassi che asciugano un territorio molto saturo, in condizioni delicate. Questa fase รจ sicuramente positiva dal punto di vista del dissesto idrogeologico.


