Albenga. Resistenza a pubblico ufficiale, lesioni aggravate, invasione di terreni e minaccia. Sono le accuse delle quali deve rispondere un sessantenne residente ad Albenga, Giuseppe Messina, che ieri sera è stato arrestato dai carabinieri della stazione della città delle Torri al termine di un movimentato episodio.
A chiedere l’intervento dei militari è stato il proprietario di un terreno in regione Avarenna all’interno del quale si era introdotto Messina che, in preda ai fumi dell’alcol, con un calcio aveva anche sfondato la porta di un capanno degli attrezzi. All’arrivo della pattuglia il sessantenne anziché calmarsi ha continuato a dare in escandescenze minacciando anche di morte l’autore della segnalazione al 112.
Viste le condizioni dell’uomo, è stata chiamata un’ambulanza e quando gli uomini dell’Arma hanno cercato di farlo salire sul mezzo di soccorso, Messina ha reagito tirandogli pugni, calci e spintoni. A quel punto per lui sono scattate le manette per resistenza a pubblico ufficiale e lesioni aggravate visto che due carabinieri sono finiti in ospedale. Uno è stato dimesso con una prognosi di 40 giorni per una frattura vertebrale, mentre il collega è stato giudicato guaribile in 15 giorni per un trauma distrattivo alla spalla.
Questa mattina il sessantenne è stato processato per direttissima in tribunale ed il suo arresto è stato convalidato. Il giudice gli ha imposto la misura dell’obbligo di firma in caserma. Vista la richiesta di termini a difesa del legale dell’imputato, che ha anche accettato le contestazioni suplettive relative alle minacce e all’invasione di terreni, il processo è stato rinviato ad aprile.
