[image:2597:r:s=1]Regione. E’ iniziata con la seduta di oggi la discussione in consiglio regionale sul bilancio previsionale 2009 e di altri provvedimenti collegati alla manovra finanziaria. La votazione dei disegni di legge si terrà nei prossimi giorni nelle sedute di domani, dopodomani e lunedì 22 dicembre.
E’ stato il presidente della Regione Liguria Claudio Burlando a prendere per primo la parola illustrando il provvedimento della giunta e ricordando che da ben 16 anni, dal 1992, non accadeva che si approvasse il bilancio entro fine anno. Al centro del suo intervento la crisi economica e finanziaria. “E’ necessario abbandonare un modello economico che ha puntato sulla eccessiva finanziarizzazione e tornare all’economia reale basata sull’impresa e sul lavoro”. A ciò Burlando unisce la necessità di proseguire, in contemporanea, nello sforzo di protezione sociale, ad esempio attraverso il fondo per la non autosufficienza, che nel 2009 – ha sottolineato – aiuterà circa ottomila famiglie che hanno scelto a prezzo di grandi sacrifici di prendersi cura tra le mura domestiche di un congiunto non autosufficiente. O ancora con investimenti destinati all’infanzia, le borse di studio, l’impegno per il diritto alla casa ed i proseguimento dell’iniziativa per il contenimento dei prezzi, e lo stop all’allargamento del precariato nel settore regionale e la sua progressiva stabilizzazione.
Dal punto di vista economico ha sottolineato la necessità di recuperare il valore dell’attività agricola, nel contempo tutelare lo sviluppo delle attività industriali, anche con il rilancio di ricerca ed innovazione, di rilanciare la portualità, di qualificare il turismo e di lavorare per portare a compimento i principali progetti infrastrutturali.
La Liguria che, secondo quanto riferito da Burlando, nel 2007 ha visto crescere il Pil con la percentuale nazionale più alta (2,3 per cento), a detta del Presidente , può reagire alla crisi, anche alla luce di quanto è stato fatto in questi anni dall’amministrazione regionale di centrosinistra da lui guidata, “tracciando i capisaldi di un modello di crescita profondamente innovativo”, ha ribadito, spiegando nel dettaglio le linee che contraddistinguono il modello di crescita e che si riconoscono in bilancio e collegato: «Il recupero dell’attività primaria, l’agricoltura – ha detto -. La Liguria non può più permettersi di lasciare all’abbandono quasi l’ottanta per cento del suo territorio, coperto da boschi e disseminato di antichi borghi; la tutela e lo sviluppo dell’industria sempre più ambientalmente compatibile e innervata dall’innovazione scientifica e tecnologica.
Penso alla riconversione di aree cruciali, come quelle di Cornigliano, dell’Acna di Cengio, della Stoppani di Cogoleto; l’ulteriore espansione di un sistema di protezione sociale che è anche fattore di crescita e di aiuto dell’occupazione femminile; l’arresto del consumo del territorio edificabile, che si concentra nel cinque per cento urbanizzato lungo la costa e in alcune Vallate, valorizzando piuttosto un turismo amico dell’ambiente e delle culture, come sta avvenendo il tutto il sistema dei nostri parchi”.
Burlando ha quindi insistito sulla necessità di incrementare il fotovoltaico: “Pensiamo per un momento – ha sottolineato – se questa nuova tecnologia potesse essere applicata alle enormi serre che fanno ormai parte del paesaggio del ponente ligure. Noi potremmo dar vita a uno dei più vasti parchi fotovoltaici del mondo. Ha concluso: “E’ una prospettiva affascinante in cui le radici di un’attività secolare conquistano un nuovo futuro grazie a tecnologie avanzate e pulite che possono mettere in moto ulteriori meccanismi di sviluppo. Certo è questa la prospettiva grazie alla quale anche noi liguri dobbiamo saper capovolgere una grande crisi nell’opportunità di un futuro nuovo, diverso e migliore”.
Dopo l’intervento del presidente della Regione è stato l’assessore al bilancio G.B. Pittaliga a prendere la parola, sottolineando l’importanza di sostenere la domanda interna e aiutare le fasce più deboli: “In un momento di difficoltà – ha detto Pittaluga – occorre abbandonare le differenze che inevitabilmente esistono tra partiti e coalizioni con progetti politici diversi per concorrere insieme e mettere a punto misure atte a contenere la recessione e a scongiurarne gli inevitabili costi sociali. Tali misure non possono essere che di duplice natura. Da un lato, si tratta di sostenere la domanda aggregata; dall’altro, si tratta di attenuare i costi per le fasce di cittadini più esposti ad essa, in una parola per i ceti più deboli, per quanti incontreranno difficoltà nel mercato del lavoro, per le famiglie e i singoli che vedranno drasticamente decurtato il loro potere d’acquisto. Il Bilancio che la Giunta vi presenta per il prossimo esercizio mira prima di ogni altra cosa a questi due obiettivi. La stessa decisione di presentarlo nei termini temporali fissati dalla legge, vale a dire entro il 31 dicembre, si iscrive in questo disegno di fondo”.
Poi Pittaluga ha spiegato che la politica dell’amministrazione ha teso a svilupparsi lungo quattro linee d’intervento.
In primo luogo la compensazione, laddove possibile, dei minori trasferimenti dallo Stato agli enti locali. “È in questo contesto – ha affermato l’assessore – che vanno letti i maggiori trasferimenti regionali ai Comuni per il fondo sociale, più 4,5 milioni di euro, approvati nell’assestamento di Bilancio appena due mesi fa e le maggiori risorse, previste nel Bilancio 2009 per le Comunità montane, più due milioni di euro”.
Poi, ha Pittaluga ha enunciato la seconda linea di intervento: il sostegno del potere d’acquisto dei liguri e, dunque, sostegno alla spesa per consumi. “In questo ambito si colloca la decisione assunta da tempo di diminuire gradualmente l’addizionale Irpef di competenza regionale. Tale decisione conferisce ai liguri risorse aggiuntive per 32 milioni di euro complessivi. A ciò, con il Bilancio 2009, si aggiunge uno sgravio di circa tre milioni di euro per Arisgam”, ha ribadito Pittaluga, passando al terzo punto: gli interventi a favore dei ceti più deboli, ciò sia a fini redistributivi, sia nell’intento di alleggerire i negativi riflessi della crisi su di essi. “Si colloca – ha detto Pittaluga – in questo contesto la conservazione nel 2009 del fondo per la non autosufficienza sui livelli del 2008”.
In ultimo l’assessore ha evidenziato le misure anticrisi varate dalla Regione Liguria a sostegno del sistema produttivo ligure, quantificate complessivamente in 150 milioni di euro: “Vi è in questa amministrazione la consapevolezza che le imprese della nostra regione possano incontrare nel corso del 2009 difficoltà crescenti ad accedere al credito bancario. Tali difficoltà potrebbero rivelarsi particolarmente elevate per le piccole imprese, che costituiscono parte rilevante dell’apparato produttivo ligure. Di qui l’esigenza di immettere nel sistema con immediatezza un ampio ammontare di liquidità e il richiamo al sistema regionale allargato, in particolare alle Asl e alle Aziende ospedaliere, di provvedere con tempestività, compatibilmente con i vincoli del patto di stabilità interno, al pagamento dei fornitori. Di qui, inoltre, l’auspicio che le banche presenti sul nostro territorio riconducano la loro politica creditizia al principio della preservazione di relazioni di lungo periodo con le imprese”.
L’assessore Giovanni Battista Pittaluga ha proseguito con un resoconto finanziario degli anni recenti dell’amministrazione regionale. “Con l’anno finanziario 2008 – ha spiegato Pittaluga – visti i risultati positivi del settore sanitario, la Regione Liguria ha potuto ampliare ulteriormente la soglia di esenzione delle maggiorazioni dell’addizionale all’Irpef includendo con la legge regionale numero 9 del 28 aprile 2008, i soggetti aventi un reddito imponibile fino a 25 mila euro. Se il miglioramento dei conti della sanità risulterà confermato, nel 2009 si potranno consolidare e ampliare gli sgravi fiscali ai cittadini liguri”.
Nell’excursus, inoltre, l’assessore ha parlato della spesa per investimenti, dell’evoluzione della spesa sociale e della politica del personale: “Durante il 2008 si è dato corso a provvedimenti e iniziative che tendono a rispondere agli indirizzi di fondo della politica del personale di questi anni: la stabilizzazione del personale precario. Essa è quasi completata rispetto agli impegni assunti con l’Accordo con il sindacato siglato il 4 agosto 2006. Nella legge Finanziaria in esame sono contenuti alcuni articoli che dovrebbero consentire la stabilizzazione del personale precario rimanente. La riduzione dell’età media del personale e, quindi, una maggiore facilità nell’introduzione di nuove tecnologie informatiche. La stabilizzazione del personale precario, infatti, accompagnandosi a forme di esodo incentivato ha consentito di abbassare l’età media dei dipendenti regionali. Ancora: una diminuzione drastica del numero dei dirigenti e il rinnovo di circa un quarto del personale dirigenziale. L’innalzamento della qualità professionale dei dipendenti regionali in modo da poter fronteggiare le trasformazioni funzionali dell’Ente, conseguenti alla modifica del Titolo V della Costituzione. Infine un miglioramento dell’efficienza organizzativa dell’Ente”.
