Solenne

Sul Priamar la festa per i 204 anni dei carabinieri, la promessa del comandante: “Sempre tra la gente, per la gente” fotogallery

Cerimonia suggestiva, il colonnello De Masi: "Risultati evidenti a tutti, continueremo a porre il massimo sforzo per garantire la sicurezza"

Savona. “Non mi soffermerò nell’illustrare sterili dati numerici per dimostrare cosa i carabinieri di Savona hanno fatto o i risultati che hanno conseguito nel corso dell’ultimo anno, che credo siano all’evidenza di tutti. Invece, ancora una volta, anche a nome di tutti i carabinieri del comando provinciale, mi assumo un impegno: continueremo a porre il massimo sforzo per garantire, al fianco delle altre forze di polizia, la sicurezza della città e della provincia”. Così il comandante provinciale dei carabinieri, Dionisio De Masi, ha voluto celebrare i 204 anni dell’Arma: non rivendicando quanto fatto ma offrendo, una volta di più, il lavoro e il sacrificio di tutti i carabinieri per la comunità savonese.

L’Arma dei Carabinieri venne fondata il 13 luglio del 1814; in Liguria, e quindi nella provincia di Savona, giunse poi nel 1822 assorbendo la preesistente gendarmeria genovese. Oggi nella provincia di Savona prestano servizio circa 500 carabinieri inquadrati in un Comando Provinciale, quattro Comandi di Compagnia, trenta Stazioni territoriali, un Comando Gruppo Carabinieri Forestale, undici Stazioni Carabinieri Forestali, un Nucleo Elicotteri, un Nucleo Cinofili e un Nucleo Ispettorato del Lavoro.

La cerimonia di ieri, preceduta da una mostra allestita presso la Galleria degli ascensori a partire dal 1 giugno, si è svolta alle 18 sulla fortezza del Priamar in piazzale del Maschio, davanti ad autorità militari, civili e religiose. Assenti invece i rappresentanti del Parlamento, impegnati in contemporanea a Roma per l’insediamento del nuovo Governo. Una celebrazione molto solenne e coinvolgente a cui hanno partecipato moltissime persone, come ha fatto notare De Masi nel suo discorso: “La vostra numerosa partecipazione è ancora una volta la conferma concreta dell’affetto nei confronti della nostra istituzione, un sentimento – ha aggiunto – che ricambiamo con pari intensità. Ne siamo onorati, felici e riconoscenti”.

“Proprio in virtù della vostra continua vicinanza – ha proseguito – siamo pienamente consapevoli delle responsabilità che ricadono sulle nostre spalle: cercheremo sempre di essere all’altezza delle aspettative di questo straordinario territorio e della sua meravigliosa gente”. Quello tra carabinieri e cittadini, ha sottolineato il comandante, è un rapporto strettissimo per la stessa natura dell’Arma: “Le numerose attestazioni di stima e fiducia pervenutemi in questi due anni mi confermano che il modello organizzativo dell’Arma, basato sulla capillare distribuzione delle stazioni sul territorio e sul contatto quotidiano con la cittadinanza, è fondamentale per contribuire a diffondere la percezione di sicurezza e di fiducia tra la popolazione”.

De Masi, come detto, si è assunto un impegno preciso, rivolgendo a tutti i carabinieri del Comando Provinciale l’invito a “continuare a lavorare tra la gente e per la gente, con la professionalità, l’umanità e la fedeltà alle istituzioni che furono le qualità fondanti dell’Arma 204 anni fa, e che devono continuare ad essere irrinunciabile bagaglio morale per tutti noi. Dovete essere costantemente a fianco della popolazione – è stato il monito del comandante – e delle singole comunità, conoscendone a fondo gli usi, i costumi, le abitudini e soprattutto le necessità”.

De Masi ha poi ringraziato per la loro presenza, oltre alle autorità e ai vertici delle altre forze di polizia e forze armate, anche i soci dell’Associazione Nazionale Carabinieri e quelli delle associazioni combattentistiche e d’arma. Un pensiero anche ai caduti: “Le vedove ed i loro cari qui presenti – ha detto De Masi – sono i testimoni del ricordo e della riconoscenza che nutriamo nei loro confronti”. E il pensiero è andato “all’ultimo di una numerosa schiera di colleghi che nel tempo ci ha lasciato, il vice brigadiere Gaetano Luppino”, di cui erano presenti la moglie e la figlia.

Nel corso della cerimonia sono stati anche consegnati una serie di encomi ed elogi. Encomio solenne al luogotenente Gaetano La Monaca, comandante della Stazione Carabinieri di Cisano sul Neva, al vice brigadiere Orlando Parisi, all’appuntato scelto Bruno Congiu e all’appuntato Daniele Toti per aver salvato tre persone bloccate a bordo di un’auto nel corso di un’alluvione; un altro encomio al brigadiere capo Fabio Maron e all’appuntato Luca Musto della Stazione Carabinieri di Cisano sul Neva per aver salvato due anziani durante l’esondazione.

Encomio al capitano Alberto Azara, comandante del Nucleo Investigativo Carabinieri di Savona, ai marescialli maggiori Antonello Murineddu, Giovanni Arrigo e Marco Sanna, al brigadiere Marco Giagnoni e all’appuntato Pietro Parisi per aver sgominato un’organizzazione specializzata in falsi matrimoni per favorire l’immigrazione clandestina; encomio al tenente Iacopo Vittorio Rossi, comandante del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Albenga, al luogotenente Walter Zanella, ai brigadieri capo Stefano Bruzzone, Francesco Zappatore e Domenico Livoti e al brigadiere Alessandro Rabbia per una complessa operazione antidroga che ha portato all’arresto di 19 persone e al sequestro di 2 kg di droga e 12 mila euro in contanti.

E poi ancora un encomio al brigadiere capo Mauro Garbarini e al carabiniere Alessia Razete per l’arresto di due truffatori; encomio al maresciallo Roberto Guerrisi, comandante della Stazione Carabinieri Forestale di Vado Ligure, e al vice brigadiere Sergio Brusini, effettivo alla Stazione Carabinieri Forestale di Calice Ligure, per aver convinto un aspirante suicida a desistere dai suoi propositi. Elogio, infine, al brigadiere capo Graziano Piccioloni, effettivo al Nucleo Informativo del Comando Provinciale Carabinieri di Savona, per una complessa attività informativa relativa ad appartenenti alla criminalità organizzata ed internazionale che ha suscitato “l’unanime consenso dei superiori gerarchici, permettendo di accrescere il prestigio dell’istituzione”.