
“Stile Savonese” è la rubrica di moda, bellezza e lifestyle di IVG, a cura di Maria Gramaglia. Ogni settimana una passeggiata tra le vetrine dei negozi della nostra provincia, a caccia di novità: un “viaggio” tra le tendenze savonesi a livello di moda, bellezza o arredamento, ma anche tra proposte come gite, corsi o spettacoli a teatro.
Questa è stata una settimana molto intensa, dedicata completamente al Salone dell’Agroalimentare ligure di Finalborgo che si è chiuso ieri sera alle 20. Un Salone ricchissimo, con oltre duecento espositori e moltissimi eventi, tra cui degustazioni e show cooking.
In questi giorni ho incontrato molti espositori con i quali ho fatto qualche chiacchierata e soprattutto ho ascoltato le loro storie, notando come brillano gli occhi quando parlano dei loro prodotti, del lavoro, dell’arte, spesso tramandata di generazione in generazione, del proprio “mestiere” come missione. A volte si tratta di persone molto speciali, che hanno avuto un’intuizione o che, partendo da un sogno, hanno costruito un progetto su cui hanno puntato con coraggio, anche in questi anni di grande crisi, che ha portato un cambiamento radicale nelle abitudini e nei consumi.
Ci sono molte storie bellissime. Storie di nostri savonesi intraprendenti, volenterosi, appassionati che ce l’hanno fatta.
Ivana ha un bellissimo banco con formaggi davvero sfiziosi. È di una gentilezza e di una genuinità che mi conquista subito. Mi parla un po’ in italiano e un po’ in dialetto. È fiera del suo formaggio e lo dimostra con un video di un servizio di Linea Verde che manda in loop in cui l’Azienda Agricola La Magnolia di Quiliano è protagonista. La sua azienda è stata scelta da Linea Verde per rappresentare i nostri formaggi.
Ivana da ragazza non pensava che avrebbe fatto il formaggio nella vita. Un giorno di quarant’anni fa, quando suo figlio ha due anni, vanno a trovare una signora anziana con due piccoli agnellini. La signora racconta candidamente al bambino che i due agnellini stanno per essere uccisi, perché la mamma pecora è morta. Il bambino rimane turbato e chiede di poter portare a casa gli agnellini e salvarli dal triste destino. Dopo qualche giorno la famiglia decide di accontentarlo e vanno a prendere gli agnellini, allevandoli come animali domestici, nutrendoli con cura attraverso il biberon.
Gli agnellini crescono e diventano pecore, allora mamma Ivana pensa di fare una formaggetta per la famiglia con il loro latte. Successivamente, pensa che mettendo anche latte di capra, la sua formaggetta sarebbe stata migliore, così compra anche una capra e ancora qualche pecora, perché nel frattempo anche altri familiari chiedono una formaggetta delle sue. Pian piano si sparge la voce che il suo formaggio è speciale, come tutto ciò che è fatto con amore e passione, così tutti i vicini vorrebbero il suo prodotto. Allora Ivana decide di acquistare altre pecore e capre e aprirsi un vero laboratorio. Oggi la sua è un’azienda fiorente, con 78 animali ed il suo formaggio è richiestissimo. Ivana mi ha viziato in questi giorni del Salone, facendomi assaggiare moltissime specialità. Se andate sul mercato di Vado Ligure e Finale Ligure, provate il formaggio al pernambucco o al chinotto, la toma di capra, il suo pecorino e tante varietà delle sue formaggette. Strepitose!
Bruno e Neil sono due ragazzi molto spigliati che fanno uno degli show cooking in calendario tra gli eventi del Salone. Entrambi chef del Ristorante Torre di Celle Ligure, fanno parte del circuito Liguria Gourmet, nato per promuovere e valorizzare la ristorazione tipica di qualità, contraddistinguere in modo particolare la ristorazione regionale, anche per mezzo di un sistema di certificazione, garantito da appositi Organismi di controllo, tutelare la tradizione enogastonomica della Liguria, informare e assicurare i consumatori sulle caratteristiche della tradizione enogastonomica e dei prodotti agroalimentari somministrati e promuovere il turismo gastronomico.
Il ristorante ha una lunga storia di tre generazioni. È una famiglia fatta di persone con diverse provenienze, ma portano avanti una cucina fortemente territoriale, anche nella scelta del prodotto. Ci preparano con grande sicurezza “il nostro cappon magro”, piatto della nostra tradizione tra i miei preferiti. Bruno ce lo prepara nel piatto, come per servirlo al ristorante, mentre Neil si dedica alle monoporzioni assaggio per tutti i partecipanti. In poco tempo ne esce un’opera d’arte, davvero bellissima. Poi arriva il momento dell’assaggio che ci conferma la maestria di questi di giovanissimi ragazzi. Anche in questo caso, amore, passione e rispetto hanno vinto. Bravissimi ragazzi!
Vi racconto ancora una bellissima storia di Sassello. Michele e Daria Ferrando decidono di acquistare e ristrutturare un vecchio immobile del centro storico di Sassello per adibirlo a ristorante, caffetteria e cantina. Hanno un profondo legame con Sassello, paese ricco di storia e di fascino. Salsole è il primo nome ufficiale attribuito a Sassello nel 967 d.c. in un decreto dell’imperatore Ottone I di Sassonia. Per questo hanno deciso di chiamare il locale Palazzo Salsole. Quindi nel 2011 fratello e sorella decidono di acquistare questo vecchio immobile storico e Daria corona il sogno di cucinare nel suo ristorante. Non hanno una tradizione di ristoratori, ma sono giovani, molto moderni, hanno le idee chiare. Hanno un progetto e lo comunicano in modo eccellente, proponendo una cucina curata, con utilizzo di materie prime di altissima qualità, anche loro nel circuito Liguria Gourmet. Daria al Salone ci ha presentato la sua torta all’amaretto di Sassello con confettura di albicocche di Valleggia. Divina!
Ecco, queste tre storie sono accomunate dall’amore per il nostro bellissimo territorio, dalla passione per il proprio mestiere, dalla bellezza che si può trovare in ogni cosa. Vuole essere anche un messaggio positivo e di speranza, perché queste storie ci dimostrano che si può ancora essere vincenti se siamo disposti a metterci in gioco e a osare con coraggio. Avanti tutta!
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