La novità

Finale, il palazzo del tribunale torna a vivere: dal 30 settembre si potrà visitare

Il percorso di visita permette di scoprire alcuni aspetti poco noti o del tutto sconosciuti della storia finalese

Finale Ligure. Dal 30 settembre sarà possibile visitare a Finalborgo il nuovo percorso museale “Palazzo del tribunale, 700 anni di Arte, Storia e vicende Umane” che si trova nella piazza omonima. Il percorso museale è la terza fase del progetto “Da la legge è uguale per tutti a la cultura è un bene di tutti”, presentato dall’Associazione Baba Jaga, lo scorso anno, al bando indetto dalla Compagnia di San Paolo “Progetti culturali, attività di valorizzazione dei beni culturali e iniziative in ambito artistico”.

L’obiettivo del progetto è quello di restituire alla popolazione e ai turisti la fruizione del “Palazzo del Tribunale“ di Finale aprendo nuovamente le porte al borgo e proponendo un nuovo utilizzo degli spazi (calendario annuale iniziative e visite guidate) nell’ottica di favorire la crescita culturale attraverso il recupero di una memoria storica.

Un palazzo che fa parte dell’immaginario di una popolazione diventa così strumento di promozione culturale, di conoscenza tra le persone, di fruizione e formazione su argomenti di interesse collettivo. Il motto dell’attività svolta durante l’anno è e sarà #iovivoilteatrodelleudienze “Sostieni il luogo (bene architettonico) sostieni il progetto culturale”, gli spazi vivono e sono curati se ci sono persone che li vivono.

“Tutto comincia nel 2008, anno in cui, dall’incontro di diverse esperienze nel campo dell’arte, dell’educazione e del sociale, nasce l’Associazione culturale a scopo sociale Baba Jaga. Nel 2013 l’attività dell’associazione si sposta sul piano artistico professionale. In seguito ad un anno di sperimentazione e proposte (tra le quali il cartellone finalese di ‘Riviera dei Teatri’) nel 2015 Baba Jaga vince il bando del Comune di Finale Ligure per la gestione delle sale dell’ex Tribunale: viene così inaugurato il Teatro delle Udienze, luogo in cui si concentrano le attività di organizzazione eventi, realizzazione di produzioni teatrali, formazione, laboratori, relazioni con le scuole e messa a punto di progetti ad hoc, servizi ed iniziative per il territorio. Far vivere uno spazio 365 giorni all’anno…” spiegano i gestori del palazzo del tribunale.

“Incoraggiata dal successo delle attività, l’Associazione decide di perseguire un obiettivo ancora più ambizioso: rendere il Teatro delle Udienze una sala polifunzionale e sempre aperta, creando un ponte tra l’arte e il quotidiano con proposte che coinvolgano tutte le fasce d’età attraverso diversi tipi di linguaggio. L’idea è quella di far diventare il Teatro una vera e propria casa dell’arte e della cultura, dove il territorio, la scuola, i ragazzi e le famiglie siano i principali fruitori e ideatori di progetti. Ma far vivere uno spazio per 365 giorni l’anno è un’impresa enorme, difficile da sostenere soprattutto a livello economico. E così che, nel 2016, Baba Jaga partecipa e vince il bando della Compagnia di Sanpaolo denominato ‘Valorizzazione dei patrimoni culturali – progetti culturali attività di valorizzazione dei beni culturali e iniziative in ambito artistico’ ed atto a sostenere iniziative volte alla valorizzazione dei patrimoni culturali presenti sul territorio piemontese e ligure” concludono dall’associazione che gestisce la struttura.

Il percorso di visita del Palazzo del Tribunale permette di scoprire alcuni aspetti poco noti o del tutto sconosciuti della storia di Finale Ligure. Con l’aiuto di pannelli esplicativi, installazioni multimediali e allestimenti suggestivi si intende valorizzare il ruolo fondamentale rivestito dal Palazzo del Tribunale negli ultimi 700 anni. Nella prima sala, si narra la storia dei cambiamenti d’uso del Palazzo, a partire dall’antico Stato
governato dai Marchesi Del Carretto prima, dalla Spagna e dalla Repubblica di Genova poi, fino ai giorni nostri. Riaffioreranno dalle nebbie del Tempo storie per gettare luce sulle dinamiche sociali che hanno portato alla nascita non solo del territorio Finalese odierno ma anche alla concezione attuale di Giustizia in alcuni ambiti della vita di tutti i giorni.