
Una volta si ergevano mura, fortezze, bastioni ricolmi di umana fierezza. Borghetto, per esempio, era protetta da mura, che ancora oggi potete vedere, come Albenga. L’ombra del nemico era ovunque. La paura moltiplicava le ombre e i popoli si chiudevano tra le mura. A Ceriale abbiamo il bastione a testimonianza e fortezza contro il nemico che veniva dal mare saccheggiando e rapinando donne.
Le ombre di quel tempo non sono ancora passate. Oggi facciamo blocchi di cemento anti-Tir e divieti per tutto il periodo delle manifestazioni. A Ceriale ergiamo dissuasori. E’ una delle misure anti-terrorismo assunte dal Comune, su indicazione della Prefettura (legge Minniti), per tutelare la sicurezza nel centro cittadino. Però permettiamo di erigere pannelli di legno alle manifestazioni, e si, perché chi non paga il biglietto non ha diritto di guardare, a scapito di chi è dentro che se per una emergenza dovesse scappare preso dal panico rimarrebbe intrappolato dalle stesse barriere di legno, ma questo è permesso. Fa più scena un dissuasore che una trappola per topi, perché di questo si tratta, quei pannelli sono vere e proprie trappole. Mi viene da pensare che le barriere siano piuttosto mentali che reali.
Per esempio al mercato settimanale del lunedi di Ceriale nessuno erige barriere, e pensare che ci sono centinaia e centinaia di persone. Mi viene da pensare che abbiamo più barriere che stringono la mente che idee per vivere senza trappole. Perché le vere trappole, forse, siamo proprio noi. Luigi Giordano consigliere comunale.