[thumb:3699:l]Savona. Due ristoratori denunciati per frode alimentare, 1300 chili di pescato sequestrato, verbali amministrativi per un totale di 10 mila euro. E’ il bilancio dell’operazione “Pesce Doc” condotta dalla Guardia Costiera in tutta la provincia di Savona e nei Comuni piemontesi di giurisdizione. L’attività di polizia giudiziaria, avviata lo scorso 28 ottobre, puntava a bloccare l’importazione e la commercializzazione di prodotti ittici sprovvisti di documentazione o commercializzati per prodotti tipici del Mediterraneo quando di altra origine o come freschi mentre in realtà congelati.
Durante i cinque giorni in cui sono stati impiegati 13 ispettori della Capitaneria di porto savonese, coordinati dal comandante Franco Pescatori, è stata controllata l’intera filiera della pesca: pescherecci, punti di sbarco, grossisti, mercati ittici (Savona e Torino), punti vendita nei supermercati, pescherie e ristoranti e, per quest’ultima categoria, maggiore attenzione è stata indirizzata ai ristoranti etnici.
Due titolari di ristoranti sono stati denunciati perché somministravano pesce decongelato come fresco e filetti di pangasio (pesce d’acqua dolce proveniente dal Vietnam) spacciato per filetti di merluzzo. Dei 1300 chili di pescato posto sotto sequestro durante i controlli, 300 chili sono di novellame.
“Un giro di vite contro le frodi a tutela dei consumatori necessario per interrompere commerci poco leciti, vere e proprie truffe nei confronti di chi cerca nei prodotti ittici acquistati qualità e caratteristiche garantite – sottolinea il comandante Pescatori – Proprio per questo la massima attenzione è stata posta verso il pescato importato dal mercato asiatico, particolarmente soggetto a sofisticazioni”.
