
Cairo M. Stava viaggiando appeso all’esterno di un treno merci diretto verso la Francia, ma il capotreno si è accorto della sua presenza e ha dato l’allarme. Quando il convoglio è arrivato alla stazione di Cairo Montenotte, quindi, ad attenderlo c’era una pattuglia dei carabinieri decisa a far scendere il giovane che stava viaggiando con una modalità decisamente pericolosa.
Alla vista della pattuglia però il ragazzo, Smile O., un ventiquattrenne nigeriano, anziché consentire ai militari di indentificarlo ha mostrato un atteggiamento decisamente ostile: prima si è rifiutato di fornire le proprie generalità e poi, quando gli è stato chiesto di andare in caserma per l’identificazione, si è scagliato contro i militari con calci e pugni.
Per questo nei confronti dello straniero, riconosciuto come rifugiato, sono scattate le manette con l’accusa di resistenza a pubblico ufficiale. Anche dopo il fermo, il giovane ha continuato ad essere ostile verso i carabinieri: ha passato l’intera notte in piedi nella camera di sicurezza rifiutando sia cibo che acqua.
Un comportamento che non è cambiato nemmeno questa mattina nel corso del processo per direttissima durante il quale Smile O., difeso dall’avvocato Marco Ballabio, è sempre rimasto in silenzio. L’imputato si è rifiutato di rispondere a tutte le domande del giudice che, davanti ad un simile atteggiamento, non ha potuto fare altro che applicare la misura cautelare in carcere nei suoi confronti.
Una scelta che è stata accolta con una reazione violenta da parte dello straniero che ha scalciato contro i militari che cercavano di ammanettarlo (per riuscire a contenerlo sono intervenuti quattro carabinieri). Il processo riprenderà il prossimo novembre.