Politica

Provincia, giunta spaccata e senza maggioranza

Savona - consiglio provinciale 30 ottobre

[thumb:9557:l]Savona. La giunta e la maggioranza in Provincia di Savona non esistono più, se non formalmente politicamente sì. Nella lunga seduta (oltre 8 ore) del consiglio provinciale è bastato ascoltare gli interventi dei due protagonisti attesi al dibattito, il Presidente Bertolotto e il segretario del PD Lunardon, per capire che l’amministrazione di Palazzo Nervi è arrivata al capolinea, tanto che la mozione programmatica del partito democratico è passata in secondo piano (Bertolotto si è astenuto).

Il presidente Bertolotto ha parlato della sua scelta politica, per la quale non ha mai voluto far venire meno la maggioranza di centro sinistra in provincia. Ha diviso il suo discorso in tre punti: rapporti umani, rapporti politici e patto amministrativo. “In questi ultimi tempi – ha detto – è mancata qualsiasi forma di comunicazione e dialogo a cominciare da alcuni membri della giunta per arrivare ai consiglieri provinciali e agli esponenti di partito. Sul piano politico ho dovuto reggere, sostenere e mediare prima la pressione e poi l’attacco del sistema partitico. Infine, sulla possibilità di continuare l’esperienza amministrativa ho dato la mia disponibilità, a patto di non fare altri pasticci, porcherie, o peggio speculazioni, a cominciare dal piano provinciale dei rifiuti e in particolare il sito per la discarica di Passeggi a Savona”.

Il presidente ha rivendicato l’azione provinciale e la sua autonomia dai partiti di maggioranza per affrontare e risolvere le difficili questioni di Ferrania, della Piaggio, e di altre realtà industriali in difficoltà: “Nonostante il progressivo distacco del partito democratico nei miei confronti, ho tentato, si vede senza successo, di proseguire l’esperienza amministrativa, in relazione al patto fatto con gli elettori”.

Dura la replica del segretario provinciale del PD, Giovanni Lunardon, che di fronte alle parole di Bertolotto ha dichiarato: “Dopo questo discorso è stato tracciato un solco insanabile tra noi e il presidente della Provincia, venendo ormai meno qualsiasi rapporto di fiducia e stima. Se Bertolotto ha ravvisato in questi anni di governo elementi di illegalità, tra cui macchinazioni, speculazioni, o cose di questo tipo prodotti dai partiti del centro sinistra, deve rivolgersi subito alla magistratura”.

“La nostra dignità politica – ha proseguito Lunardon – ha un valore superiore a qualsiasi accordo politico o patto amministrativo. Di conseguenza, con il discorso di Bertolotto, non esiste più ragione di proseguire”.

Per sabato 1 o al massimo per il successivo lunedì 3 novembre verrà convocata una riunione dei partiti di centro sinistra per decidere i prossimi passi. Probabile una mozione di sfiducia, anche se non si escludono dimissioni in massa degli assessori provinciali. Inoltre, dopo il dibattito sulla mozione, Rifondazione comunista ha ufficialmente comunicato l’uscita dalla maggioranza dei suoi due consiglieri provinciali. Di conseguenza dovrebbe essere tolta la delega all’assessore ai rifiuti Giampietro Filippi.

Difficile, se non impossibile, che la giunta provinciale in carica arrivi ad approvare il bilancio, che Bertolotto ritiene comunque fondamentale per non lasciare “bloccati” alcuni finanziamenti importanti per il territorio.