Savona. Nel febbraio scorso un ventiquattrenne era stato arrestato con la gravissima accusa di aver avuto rapporti sessuali con la sorellastra di 12 anni. Questa mattina, per questa vicenda, il giovane è stato condannato dal gup Francesco Meloni a quattro anni di reclusione in abbreviato (la pena richiesta anche dal pm Giovanni Battista Ferro) per il reato di “atti sessuali con una minore”.
L’imputato, che era difeso dall’avvocato Lorenzo Corridori, è stato anche condannato al pagamento di un risarcimento da 40 mila euro per la parte civile, la ragazzina (oggi tutelata da un curatore), che era assistita dall’avvocato Maria Luisa Formato.
Dopo l’arresto, nel corso dell’interrogatorio davanti al giudice Fiorenza Giorgi, visto che le prove contro di lui erano schiaccianti, il ventiquattrenne non aveva potuto fare altro che ammettere le proprie responsabilità. Quando il gip gli aveva chiesto se si rendeva conto della gravità di quello che aveva fatto, secondo quanto trapelato, il ventinquattrenne aveva risposto in maniere affermativa, ma spiegando che lui non vedeva l’adolescente come sua sorella (“Non siamo cresciuti insieme” sarebbe stata la precisazione). Il giovane, che al momento è in una comunità, aveva anche chiesto scusa per il suo comportamento.
Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, che avevano raccolto la denuncia della madre della ragazzina, gli abusi andavano avanti dal novembre scorso. Ad incastrare il ventiquattrenne, figlio di primo letto del papà della vittima, era stato il telefonino piazzato nella cameretta della sorellastra. A posizionarlo lì era stata proprio la mamma della bimba che sospettava che stesse accadendo qualcosa di terribile. E i suoi sospetti purtroppo erano stati confermati dalle immagini registrate dal cellulare che poi erano state consegnate ai carabinieri.
