Liguria. “Non basta il contributo di 516 euro mensili. Questo contributo deve essere esteso a tutte le donne che decidano di non abortire. Finalmente anche in Italia si comincia a puntare sulla cultura della vita”. E’ il commento di Eraldo Ciangherotti, vicepresidente del MpV Liguria, sulle recenti proposte di legge per la modifica alla 194. “Noi del Centro di Aiuto alla Vita di Albenga – prosegue Ciangherotti – tutti i giorni incontriamo mamme costrette ad abortire per cause economiche. E da sempre denunciamo il fallimento dell’art.1 della legge 194”.
“Un’altra importante novità: finalmente la donna non è sola nella scelta. Per la prima volta viene sentito obbligatoriamente anche il padre, prima del rilascio del certificato di aborto. Si comincia anche a parlare di riconoscimento giuridico dell’embrione come persona fin dal concepimento”.
“Infine – conclude il presidente del Cav ingauno – viene recepita l’urgenza di stabilire il limite del ricorso all’aborto non oltre la 21° settimana di gestazione. Più volte abbiamo sollecitato i parlamentari su questo tema con una proposta di modifica dell’Art. 6, per evitare che si ripetano casi come quello di Tommaso, abortito oltre la 90a giornata e morto dopo una settimana di rianimazione all’ospedale Careggi di Firenze”.