Giudice di pace

Finale, fermo di 3 mesi sul mezzo aziendale illegittimo: imprenditore risarcito con 3 mila euro

Condannata la società di riscossione che aveva chiesto il pagamento di un'imposta da 13 euro poi regolarmente versato, ma, di fatto, ignorato

Savona Tribunale

Finale L. Quando una società di riscossione, la Ica Srl, per conto del Comune di Finale Ligure, gli ha chiesto il pagamento di un’imposta del valore di 13 euro lui ha regolarmente versato la cifra dovuta, ma si è visto inspiegabilmente sottoporre a fermo amministrativo il veicolo aziendale, un Fiat Doblò. Per revocare il provvedimento però sono serviti più di tre mesi e allora il titolare di una società finalese ha deciso di rivolgersi al giudice riuscendo ad ottenere un risarcimento danni da tremila euro.

Protagonista della vicenda è un imprenditore del settore turistico-ricettivo che, nel luglio del 2013, si era visto recapitare una richiesta di pagamento dell’imposta comunale per la pubblicità permanente relativa all’anno 2011, che non risultava versata. Entro il termine di 20 giorni dalla notifica della comunicazione, il titolare della società aveva regolarmente pagato l’importo richiesto (13 euro che tra oneri e spese di riscossione e arrotondamenti vari erano diventati 68), ma, inspiegabilmente, il 3 settembre la Ica Srl comunicava di aver sottoposto a fermo amministrativo il Fiat Doblò.

A quel punto il proprietario del mezzo aveva contattato la società di riscossione per comunicare di aver effettuato il pagamento dell’importo richiesto (allegando ovviamente copia del bollettino postale), ma senza riuscire ad ottenere alcun riscontro positivo. Dopo tre mesi passati a contattare la Ica Srl senza che la revoca del fermo amministrativo venisse effettuata, l’imprenditore si era così rivolto ad un legale, l’avvocato Alain Barbera.

Ricevuta la comunicazione del legale, finalmente, il 20 dicembre del 2013 la società di riscossione procedeva a revocare il fermo amministrativo. Visto il danno subito (per quasi quattro mesi infatti l’imprenditore aveva dovuto chiedere ai grossisti di consegnare i prodotti e i beni per svolgere la propria attività), è stata avviata anche una richiesta di risarcimento.

Il caso è finito davanti al giudice di pace di Savona che, dopo aver ascoltato le conclusioni della difesa (la Ica srl non si è presentata in udienza), ha deciso di accogliere la richiesta di danni avanzata dall’imprenditore condannando appunto la società di riscossione a versare tremila euro (oltre a 1150 euro per le spese di giudizio).

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