Savona. Dopo la débâcle delle ultime elezioni politiche di aprile, in vista del difficile congresso nazionale che si terrà a Chianciano Terme dal 18 al 20 luglio, sul futuro dei Verdi dibattito aperto anche a Savona che dovrà nei prossimi giorni eleggere i suoi 3 rappresentanti da inviare all’assemblea. “Grigio cemento o Verde speranza?” è il titolo provocatorio dell’incontro pubblico organizzato ieri dalla federazione savonese, occasione per affrontare un bilancio sull’attuale situazione locale ma anche per discutere sulle possibili prospettive dell’ambientalismo da un punto di vista politico più generale, in un confronto aperto con il pubblico e non confinato alla sola dialettica interna al partito.
Un momento questo, com’è noto, molto delicato per i Verdi nati ufficialmente come federazione nazionale nel 1986 proprio nel savonese, a Finale Ligure, e che a poco più di vent’anni dalla loro fondazione dopo l’esclusione dal parlamento insieme alle forze della Sinistra Arcobaleno si sono inaspettatamente trovati a interrogarsi sulla loro stessa ragion d’essere nel contesto culturale e politico italiano.
“Dobbiamo capire come mai il nostro messaggio non è mai riuscito a passare compiutamente nella società, e come mai proprio oggi che le nostre tematiche sono diventate urgenze non più rinviabili, non solo non cresce la percezione della nostra necessità, ma addirittura essa crolla ai minimi storici”, si legge in uno dei documenti nazionali (mozione “Progetto Ecologista e Federalista”) che saranno in discussione a Chianciano. Tra i suoi primi firmatari, il consigliere regionale dei Verdi Toscana Fabio Roggiolani, intervenuto all’incontro savonese insieme ad Angelo Bonelli, membro dell’esecutivo nazionale del partito (mozione “Ritorno al futuro”).