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Festival teatrale di Verezzi: “45 giri di parole d’amore”

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Borgio Verezzi. Un pensiero su di loro non si fa quasi mai, ci si limita a canticchiarle senza neppure accorgersene, per strada o mentre si attende, al telefono o sotto la doccia. Sono le canzonette, protagoniste della colonna sonora della maggior parte delle persone e anche di “45 giri di parole d’amore”, lo spettacolo-anteprima del Festival Teatrale di Borgio Verezzi, in scena il prossimo 5 luglio alle ore 21.30, in Piazza Sant’Agostino.

Sul palco, a cantare e declamare – sono o no poesie? – le canzoni che fanno parte del bagaglio emotivo e culturale della vita di chi era ragazzo negli anni `60/’70 (ma non solo, perché “Luglio col bene che ti voglio” o “e allora io quasi quasi prendo il treno e vengo, vengo da te” la canticchiano anche i ragazzini che hanno adesso 18 anni)… Lunetta Savino e Paolo Bessegato, che cura anche la regia dello spettacolo.

“In un mondo che” o propone modelli di grande inconsistenza culturale, oppure sceglie situazioni lacrimose, possibilmente dolorose, dove l’audience possa avere un bello spazio e magari, oltre alle lacrime, ci sia anche qualcosa di veramente morboso, l’idea di trarre spunto da elementi semplici ma “veri”, presenti come pochi altri nella vita comune, come le canzonette, cioè dal genere poetico “che ai tempi del Petrarca sarebbe confluito nel Canzoniere, anche se a dirla così fa un po’ impressione”, è venuta a Paolo Bessegato, interprete e regista insieme Lunetta Savino di questa incursione nel mondo delle canzoni.

Lo spunto è venuto “ascoltando le cronache in tv di uno dei tanti congressi di partito, prima delle elezioni, quando ho sentito diffondersi le note di ‘E la pioggia che va’ di Caterina Caselli – dichiara l’interprete e regista -; ecco, lì ho pensato che una volta passato il tempo delle ideologie e dei canti di `appartenenza’ adesso si stesse cercando un punto di contatto fra le persone che passasse attraverso altro, qualcosa di semplice, coinvolgente e comune come è la musica leggera. Così ho pensato di creare uno spettacolo in cui musica e parole fossero l’anima del tutto. In più la convinzione che le canzoni siano il corrispettivo di ciò che sono state alla loro epoca le canzoni dei trovatori e che ci sia da sempre un rapporto forte tra loro e la letteratura, è stata confortata da un scritto di Ranieri Polese, pubblicato da Guanda. Grazie a questo bell’assist di Polese, che ci ha permesso di utilizzare parte dei suoi testi, ho pensato di dedicare uno spettacolo a questo argomento”.

Così facendo si è venuto a creare un copione, scritto da Giuseppe Di Leva, che partendo e utilizzando le canzoni d’amore, racconta la vita quotidiana di persone comuni, una vita in cui i ritornelli non solo vengono canticchiati, ma sono diventati frasi fatte utilizzate nel parlare quotidiano senza averne più percezione. Così come non ci si accorge, ma in scena verrà mostrato in modo divertente, quali siano i debiti delle canzonette ai Vati della Poesia italiana come, appunto, Leopardi o Petrarca, e come, attraverso un processo di progressiva spoliazione tipico del genere `popolare’, questi versi finiscano poi nei ritornelli.

Le canzoni, come si è detto, verranno cantate e recitate (in scena ci saranno Fabio Battistelli e il suo quartetto: Enzo Veddovi – Lorenzo Ghetti Alessandri – Giacomo Dominici) ma le atmosfere degli anni ’60 e ’70 rivivranno sia nei costumi sia negli intermezzi di prosa dove il pubblico avrà modo di incontrare alcuni dei personaggi must di quegli anni: il playboy riminese che abborda la bella straniera; oppure assisterà allo straziato/straziante (ma anche esilarante) tira e molla di una coppia di amanti, a Venezia; un prendi-molla,- riprendi-riabbandona tutto giocato sulle e con le parole delle canzoni. Accanto a ciò verranno inoltre sceneggiate due “pezzi” simbolo di quegli anni.

“45 giri di parole d’amore” sarà l’occasione per conoscere Lunetta Savino in una versione diversa: quella di cantante oltre che di attrice teatrale e televisiva; in veste di attrice televisiva invece, il giorno successivo il debutto a Verezzi, Lunetta sarà a Pescara a ritirare il Premio Flajano attribuitole per lo sceneggiato televisivo, recentemente replicato in tv, Il coraggio di Angela. Lo spettacolo, anteprima del 42mo Festival Teatrale di Borgio Verezzi, andrà in scena alle ore 21.30 in Piazza sant’Agostino.

Red.
2 Luglio 2008 alle 9:02
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