Albenga. Sono state dissequestrate le aree del parco naturale dell’isola Gallinara di Albenga che l’anno scorso, era il mese di maggio, erano finite nel mirino della procura della Repubblica per gli scarichi fognari ritenuti non idonei e per altre anomalie riscontrate durante alcune ispezioni effettuate dalla Capitaneria di Porto. Al momento la situazione è ancora da risolvere, ma la proprietà per rendere abitabile l’isolotto al largo di Alassio e Albenga si sta dando da fare per poter effettuare tutti quei lavori che peraltro da anni sono oggetto di valutazione e di studio. A settembre era in programma una conferenza dei servizi con tutti gli enti preposti, dal Demanio alla Capitaneria, alla Regione, ma quell’incontro è saltato e potrebbe essere convocato nuovamente già in primavera.
Quali sono le priorità? Sull’isola manca l’acqua e la corrente elettrica che veniva garantita da generatori. C’è da riparare un cavo sottomarino che fornisce corrente elettrica al porticciolo dell’isola e alle abitazioni, ci sono da sistemare le condotte fognarie tenendo presente che ogni intervento deve essere concordato con le autorità nel rispetto delle normative che interessano il parco naturale della Gallinara ed ecco la necessità di convocare una conferenza dei servizi ad hoc. Ma è risaputo che da tempo i proprietari dell’isola si dannino l’anima per cercare di effettuare quei lavori indispensabili per poterci “soggiornare” almeno d’estate quando il clima è più mite.
Lo scorso anno la Capitaneria aveva riscontrato alcune difformità demaniali, ambientali, urbanistiche e paesaggistiche emerse nell’ambito delle indagini per comprendere come funzionava il “sistema isola”. Era emerso che l’approvvigionamento energetico, di risorse idriche e il trattamento degli scarichi erano garantiti in modo artigianale. A fine estate 2014 qualcosa si stava muovendo. Poi un nuovo stop per una conferenza saltata. La proprietà dell’isola, come detto, sta cercando di realizzare un sistema di distribuzione dell’energia elettrica e di controllo degli scarichi fognari in modo adeguato. Si dovranno realizzare interventi ecocompatibili che ovviamente dovranno essere oggetto di pareri e rigorosi controlli.
Discorso a parte è la possibilità di poter rendere fruibile al pubblico. Anche in questo ci sono delle regole da osservare molto rigorose scritte anni addietro e dovute al fatto che sulla “tartaruga” di Albenga vi sono esemplari di flora unica da conservare tanto che spesso l’isola è oggetto di severi controlli da parte delle autorità regionali. Di sicuro non sarà un’apertura dedicata ai turisti, ma almeno riservata a studenti ed esperti che vogliono effettuare ricerche e approfondimenti su quell’isola ancora tutta da scoprire.








