Abbiamo letto con attenzione la lunga lettera (vedere qui) di un ingegnere che disserta, tra l’altro, sull'”ennesimo convegno organizzato da uno di tanti comitati critici spontanei…. sui temi dell’ inquinamento”. Riteniamo intendesse riferirsi all’incontro pubblico del 13 giugno scorso organizzato dalla nostra Associazione di Volontariato (è apparsa peraltro macroscopicamente evidente l’intenzione di non citare per nome gli organizzatori). Ci pare che l’estensore, anziché contro le fonti di inquinamento, si sia scagliato con immotivato vigore contro le associazioni, che, come la nostra, si battono faticosamente per un miglioramento dell’ambiente. Non riusciamo a spiegarci questo atteggiamento, o forse ce lo possiamo spiegare bene, tuttavia, lungi dal farci condizionare ribadiamo la ferma intenzione di continuare il nostro percorso.
Se l’ingegnere in questione ha altre finalità o metodologie, padronissimo di seguire le sue inclinazioni o priorità, noi rivendichiamo con forza le nostre idee. Se non gli piacciono i convegni informativi, o li ritiene inutili, padronissimo di non parteciparvi. A noi non piacciono tuttavia, lo diciamo con franchezza, il tono e l’atteggiamento di chi, seduto sul faldistorio o sulla sedia gestatoria, si arroga il diritto di pontificare sull’attività degli altri. Peraltro liberissimo di criticare, noi di contro vorremmo sommessamente replicare su alcuni dei molti temi trattati presentando le nostre modeste considerazioni punto per punto estrapolando alcuni brani dalla lettera in questione:
1.” ..ci si ostina nel denunciare gli innegabili effetti dell’inquinamento …ma si rimane nel vago -come al solito- per quanto riguarda le soluzioni possibili….”
Ci dispiace, ma continueremo e sempre con più forza a denunciare gli effetti dell’inquinamento, abbiamo in realtà suggerito alcune soluzioni possibili, ma noi non ci riteniamo così bravi da elaborare strategie nel merito della produzione di energia. Da semplici cittadini ci battiamo affinché almeno le leggi che tutelano la nostra salute siano rispettate.
2.”Come reazione si prospetta l’azione legale ….ma in un sistema istituzionale dove mafiosità nelle sue varie declinazioni è la regola principale di comportamento e dove i tempi delle procedure giudiziarie sono biblici, mi pare francamente illusorio considerare efficace tale metodo di contrasto.”
Ci dispiace ancora, ma non siamo d’accordo su questa affermazione poiché noi non ci chiudiamo in una supina considerazione circa le inefficienze del sistema istituzionale: crediamo invece nello stato di diritto, che pur con i suoi problemi, deve essere baluardo e riferimento della vita democratica. Per quanto riguarda i tempi delle procedure giudiziarie ci piacerebbe molto che la sua affermazione potesse essere presto smentita nei fatti. In ogni caso noi crediamo che i tempi di Guglielmo Giannini siano passati e ci sia bisogno di un concreto impegno dei cittadini per sostenere e far funzionare sempre meglio le nostre Istituzioni.
3.”Forse così facendo si giustifica l’impegno dei promotori e se ne tacita la coscienza, ma dubito che si ottenga qualche risultato operativo”.
Si tratta di un’affermazione un po’ pesante: noi tutti avremmo molte altre cose da fare e non abbiamo bisogno di giustificare alcunché circa il nostro impegno e soprattutto respingiamo con forza il riferimento alla nostra coscienza: su questo campo non abbiamo nulla da tacitare e soprattutto crediamo con franchezza di non dover riceve lezioni da alcuno.
4.”Osservando la presenza tra il pubblico di soliti noti, tra cui quelli che diffondono proclami apodittici …. Mi chiedevo se questi incontri non rischino di diventare momenti di un rito apotropaico, una specie di terapia di gruppo …”
Circa l’apodissi, con buona pace di Aristotele ed anche di Kant, noi più modestamente ci ispiriamo a Socrate ed al “suo” tafano: non più di questo aspiriamo ad essere. Vorremmo poi tranquillizzarlo circa il riferimento alle terapie di gruppo: ringraziamo per la squisita delicatezza dell’espressione, ma noi crediamo di non averne, per ora, necessità. Vorremmo anche rassicuralo affinché non abbia troppe preoccupazioni per la nostra salute fisica e psichica, forse suoi i timori sarebbero più proficuamente indirizzati in altre direzioni. Circa il riferimento a riti propiziatori e beneauguranti, se noi vi credessimo, ci piacerebbe prendere alla lettera l’arcaico aggettivo, va bene apotròpaios nel senso di rito volto ad tener lontano il pericolo: ma noi abbiamo i piedi ben saldi per terra e i pericoli cerchiamo di combatterli non con i riti ma con atti concreti.
Nel caso, e, ripetiamo, solo nel caso che le suddette puntute osservazioni fossero rivolte anche alla nostra Associazione ci permettiamo, sommessamente quindi di manifestare il nostro disaccordo. Apprezziamo tuttavia il concetto secondo cui è necessario non fermarsi all’ultimo prodotto del processo (i fumi) ma intervenire nelle fasi precedenti. E’ quindi opportuno e plaudiamo sinceramente all’iniziativa di creare energia in modo alternativo, noi non ne abbiamo le capacità propositive, possiamo solo dare come “uno dei tanti comitati spontanei” il nostro molto modesto ma convinto appoggio.
Per quanto riguarda nella fattispecie il progetto-cornice citato, per quanto ne sappiamo, potrebbe essere un’ottima cosa, la prospettiva dei trent’anni tuttavia ci preoccupa un pochino, non trascurando i verbi declinati al condizionale. Le azioni che abbiamo intraprese, oltre all’informazione, sono volte a migliorare al più presto la qualità dell’ambiente e dell’aria che respiriamo.
I progetti a lungo termine vanno sicuramente iniziati, ma i problemi attuali vanno affrontati da subito, e crediamo che la nostra associazione non si occupi di “quisquilie” e certamente non si illude che ” esistano soluzioni semplici a problemi complessi” : sostenere questo farebbe torto a tanti nostri illustri associati e sostenitori che in quanto a professionalità, conoscenze in materie tecniche, economiche, scientifiche e mediche riteniamo non abbiano a ricevere lezioni.
Siamo sinceramente disposti ad accettare di buon grado le critiche al nostro operato, ma solo quando l’esercizio della critica sia costruttivo e per questo circa l’invito alla collaborazione ed alla buona volontà lo raccogliamo volentieri, se ci si accontenta della modesta collaborazione di ” uno di tanti comitati critici spontanei”, significando all’estensore della nota, nel caso e, ripetiamo, solo in quell’evento, che si riferisse alla nostra associazione, che gratificare l’impegno intellettualmente onesto di molti cittadini con le argomentazioni elencate in epigrafe non ci sembra un buon inizio.
E sinceramente non ci sembra una buona conclusione elargire bacchettate ai “comitati che spesso sono solo espressione del narcisismo del proprio leader”, qualcuno potrebbe forse ricorrere alla trita allocuzione “da che pulpito viene la predica” sottolineando anche che, per alcuni maliziosi lettori, l’intemerata e la diminutio nei confronti del lavoro di chi comunque cerca di fare qualcosa, possa nascondere una intenzione auto-encomiastica per la propria attività.
A questo proposito significhiamo, per la precisione, che le decisioni operative della nostra associazione di volontariato sono espressione dell’intero Consiglio Direttivo. E’ difficile l’esatta definizione di mediocrità, presente nell’ultima frase: l’allocuzione “aurea mediocritas” esprime un concetto positivo che introduce alla apprezzabile moderazione, a sentimenti di riflessione e ponderatezza ed a questo noi facciamo riferimento. Se invece il richiamo è alla modestia delle qualità intesa come scarso valore, crediamo non vi sia necessità di demiurghi che indichino obiettivi più o meno luminosi: ci accontentiamo del semplice, concreto, vecchio buon senso.
Manifestiamo tuttavia il massimo rispetto per il lavoro ed il pensiero esposto nella lettera citata a cui abbiamo cercato di rispondere con queste note che vogliono essere amichevolmente sdrammatizzanti; invitiamo, però, noi stessi e tutti coloro che sostengono l’obbiettivo primario della tutela della salute e dell’ambiente, a non fare come i capponi di Renzo, che si beccavano ancorché appesi per le zampe, ma invece a fare fronte comune per tentare di non finire nella cucina di Azzeccagarbugli.
Per quanto ci riguarda infine, riteniamo opportuno sottolineare ancora la sincera collaborazione di molte Istituzioni, come quella dell’Ordine dei Medici della Provincia di Savona, dai cui ci onoriamo di aver avuto patrocinio ed il sostegno. A questo proposito ci riferiamo anche alle considerazioni del Dott. Paolo Franceschi nella sua qualità di Portavoce per l’Ambiente dell’Ordine dei Medici di Savona.
Associazione Uniti per la Salute