
Provincia. Ci sono i servizi e poi c’è il personale, anche quello in divisa. Assomiglia sempre più ad un rebus il futuro delle province e di tutto quello a loro collegato.
Tra tagli e riforma della pubblica amministrazione non è infatti ancora chiaro chi farà cosa e soprattutto con quali fondi. Per questo l’Associazione Italiana Agenti ed Ufficiali di Polizia Provinciale (AIPP) “torna ad evidenziare l’esigenza di dare certezze anche ai circa 2.600 dipendenti in divisa che si occupano di controlli ambientali, vigilanza in campo faunistico-venatorio, tutela del patrimonio naturale, protezione civile e presidio della rete viaria provinciale”.
“Si tratta di un patrimonio specializzato di risorse umane, con compiti di polizia giudiziaria, che presidia prevalentemente le aree rurali ed extraurbane del Paese e che attende ancora oggi risposte certe in merito ad una ridda di dichiarazioni ed annunci contraddittori sul personale da ricollocare verso altre pubbliche amministrazioni”.
“L’AIPP – continua – aveva già depositato nella 1°Commissione del Senato una circostanziata memoria sul tema della razionalizzazione dei compiti di polizia ambientale e con cui chiede che professionalità esistenti e risorse già investite in termini di formazione ed aggiornamento del personale non siano assurdamente disperse a casaccio”.
“Ma tutto questo percorso rischia di venire completamente vanificato dall’ipotesi di macelleria sociale e di caos nel riordino delle funzioni provinciali, contemplata dall’emendamento governativo al disegno di legge di stabilità, che prevede una fumosa ricollocazione di buona parte del personale provinciale in altre amministrazioni, senza alcuna preventiva specificazione di dettaglio dei compiti di tutela ambientale che rimarrebbero in capo agli enti intermedi”.
Una rappresentanza dei lavoratori della polizia provinciale parteciperà a Roma – con gli scarponi legati al collo – durante il presidio sindacale previsto per oggi pomeriggio nei pressi di Palazzo Madama.