
Savona. “In Commissione Capigruppo finalmente si è incominciato a parlare di democrazia diretta. Da oltre 1 anno giace negli uffici comunali la nostra proposta di modifica dello Statuto con annesso regolamento completo per la predisposizione dei referendum comunali, ovviamente a quorum zero. Abbiamo redatto un articolato documento che ne disciplina tutte le caratteristiche, dalle 3 tipologie in primis, ovvero referendum abrogativo, referendum consultivo e referendum propositivo alle modalità di esecuzione”.
Il M5S di Savona spinge ancora una volta su uno dei suoi “cavalli di battaglia”: la democrazia dirette e i referendum.
“Fino ad oggi – spiega Andrea Melis – lo statuto infatti ne prevedeva solo uno, quello consultivo, ma era privo di un regolamento attuativo.Con la nostra proposta finalmente i cittadini possono decidere direttamente sulle scelte dell’Amministrazione attraverso un processo partecipativo che vedrebbe da un lato la formazione di un comitato per la raccolta firme, dall’altro la presenza di una Commissione formata da membri super partes con l’onere di giudicare l’ammissibilità tecnica delle proposte di referendum”.
“Altro aspetto determinante nella nostra impostazione è il cosiddetto “quorum zero”: chi non partecipa non decide ovvero a valle di un qualsiasi esito del referendum non è prevista alcuna quota minima percentuale di partecipanti per darne validità. In sostanza abbiamo di fronte la possibilità di un reale processo partecipativo con, di fatto, l’esigibilità dell’esito sulla quale non ci sarebbe alcuna alternativa se non quella di mettere in atto il risultato votato dai cittadini”.
“Dal nostro punto di vista – conclude il M5S – questa è l’unica strada perché i cittadini diventino protagonisti nelle scelte più importanti che li riguardano, che incidono pesantemente sulle loro vite e non possono passare sopra le loro teste, siano sulla viabilità, sulle nuove edificazioni, sulle politiche scolastiche o sull’affidamento di servizi. I cittadini devono poter avere l’ultima parola e riprendersi la città: è questo il vero significato della democrazia partecipata, della democrazia moderna che non vuole più affidare tutto alla delega”.