Provincia. Un “rimborso” per mezzo di 14 buoni pedaggio ogni 20 scontrini che attestino la percorrenza del tratto di A10 tra Finale Ligure e Spotorno. Questa la contromisura adottata dal governo per venire incontro a quei pendolari messi in crisi dalla frana sull’Aurelia tra Finale e Varigotti. Un aiuto che, per qualcuno, rischia però di assumere i contorni della beffa.
La richiesta era partita dalla Regione Liguria alcune settimane fa, e l’assessore alle Infrastrutture Raffaella Paita aveva spiegato “di poter dare una risposta in tempi abbastanza rapidi”. Il responso del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti è arrivato venerdì: da ieri sull’autostrada A10 vengono applicate tariffe agevolate nella tratta Finale-Feglino-Spotorno.
Ne possono usufruire tutti i pendolari, residenti nei Comuni interessati dall’interruzione, alla guida di autovetture di classe A. Per loro un rimborso del 70% dell’importo pagato, presentando alla società che gestisce l’arteria blocchi di 20 scontrini e un’autocertificazione relativa al luogo di residenza e ai motivi del pendolarismo. In cambio non arriva, però, denaro contante: il rimborso viene infatti effettuato tramite l’erogazione, per ogni 20 scontrini, di 14 buoni pedaggio per la medesima tratta di percorrenza. E qui iniziano i problemi.
Due i “vincoli” che rischiano di minare la bontà dell’idea: la soglia di 20 scontrini da raggiungere, e l’impiego dei successivi 14 buoni pedaggio. Per quanto riguarda il primo punto, se, come pare probabile, l’Aurelia dovesse essere riaperta il 23 dicembre, per un pendolare diventerebbe difficile “totalizzare” i 20 scontrini necessari ad ottenere il rimborso. I giorni lavorativi dal 6 al 23 dicembre escluso, infatti, sono soltanto 10: con due viaggi al giorno (andata e ritorno) si arriva, appunto, a 20 scontrini. Basta “saltare” un viaggio o una giornata per non avere più diritto al rimborso, a meno di utilizzare quel tratto di autostrada anche nei weekend o durante l’Immacolata. Ci si troverebbe quindi nel paradosso di sperare che l’Aurelia riapra più tardi, durante o dopo le feste natalizie, per poter avere l’agognato “rimborso”.
E qui ci si scontra con la seconda difficoltà, poiché non si tratta di un rimborso reale, ma di 14 buoni pedaggio per la medesima tratta: complicati da utilizzare per chi, in condizioni normali, non ha bisogno di percorrerla. Ad esempio un pendolare di Finale che normalmente non si serve dell’autostrada per andare a Savona sarebbe “costretto” a continuare ad usarla: e, di più, a uscire comunque a Spotorno per poi continuare sulla strada normale oppure, al limite, rientrare sulla A10. Più facile che, alla fine, molti decidano di rinunciare ai buoni.
Una soluzione, quella trovata da Ministero, Regione e Autofiori, che se sulla carta appare buona rischia per qualcuno di trasformarsi in una chimera. Diverso sarebbe stato lo sconto fosse scattato immediatamente alla chiusura dell’Aurelia: così invece la riapertura anticipata della statale potrebbe avere per alcuni il sapore della beffa. “Forse sarebbe stato meglio – commentava laconico un lettore due giorni fa, alla notizia delle agevolazioni – abolire il pedaggio a chi percorre questa tratta fino a quando l’Aurelia sarà interrotta”.
