Liguria. Servizi verso la completa paralisi, per non parlare del destino di circa 1.600 lavoratori. E’ l’allarmante quadro tracciato oggi dal presidente dell’Unione delle Province liguri Monica Giuliano a Genova durante un incontro nell’aula del consiglio regionale.
Il tema è particolarmente delicato: le Province si avviano verso l’estinzione, mentre ancora non è chiaro il destino del personale (alcuni esponenti del Partito Democratico stamani hanno presentato un emendamento alla Legge di Stabilità per chiedere una proroga di un anno a tutti i contratti dei lavoratori precari) e dei servizi finora erogati, pur tra crescenti difficoltà. Anche perché sono in arrivo ulteriori tagli: la Legge di Stabilità decurterà un miliardo di euro ai bilanci delle Province italiane nel 2015, 37 milioni in Liguria.
“Già oggi le Province liguri non sono più in grado di erogare i servizi essenziali al cittadino – spiega Giuliano – a bilancio abbiamo zero euro sulla manutenzione strade, quasi zero sul riscaldamento scolastico, zero sul trasporto pubblico locale. Siamo dei liquidatori, non degli amministratori che risolvono i problemi, non siamo nelle condizioni di fare ciò per cui siamo stati eletti”.
“Il taglio del disegno di Legge di Stabilità è insostenibile, se ci vogliono far morire di asfissia finanziaria, porteremo le nostre fasce tricolori al Prefetto – minaccia – Chiudere le strade provinciali? Spegnere il riscaldamento nelle scuole? O non togliere la neve dalle strade? Qualcuno da gennaio lo dovrà fare, non noi”.
Intanto in contemporanea con la riunione si è tenuto un presidio dei lavoratori delle Province liguri davanti alla sede del consiglio regionale. Centinaia i manifestanti presenti con cartelli e striscioni con scritto “Riforme sì ma non sulla pelle dei lavoratori”, “Dove vanno a finire le competenze delle province?”, “Più tagli meno servizi”.
Sull’argomento è infine intervenuto anche il presidente della Regione Liguria Claudio Burlando: “Nessun lavoratore delle Province liguri deve perdere il posto di lavoro, né gli stabili né i precari, tutti i lavoratori nel 2015 devono avere una continuità di reddito, per gestire la fase di passaggio si può tornare alla pre-Fornero, solo per le Province o anche per le Regioni”.



