Borgio Verezzi. “Finalmente il Torrione torna, almeno in parte, ai cittadini di Borgio”. Si respira soddisfazione all’inaugurazione della parte recuperata che questa mattina, alle ore 12, è stata presentata alla città: tutto il primo piano dell’edificio e ampie porzioni dei bei giardini e cortili, finalmente fruibili da parte di turisti, residenti e associazioni.
Il recupero, realizzato con risorse locali e con il contributo della Regione Liguria, è il primo passo verso un completo ripristino del Torrione. “E’ una tappa importante – sorride soddisfatto il sindaco Renato Dacquino – adesso, se il Torrione viene vissuto, sarà più facile fare la seconda parte. Io ci credo, ci credono tutti”. Il problema, come sempre, sarà reperire i fondi: “Per completare l’opera in modo importante serve una cifra sopra i 400.000 euro, ma io sono convinto che con 250.000 riusciamo a fare tutto – rivela il sindaco – garantendo sia la sicurezza sia la qualità”.
Taglio del nastro alle ore 12, a cui è seguita la visita prima delle sale recuperate e poi delle principali aree destinate al possibile prossimo recupero. Il Torrione di Borgio fu costruito dalle famiglie nel Cinquecento, soprattutto da vecchi, ragazzini e donne dato che gli uomini in quel periodo erano impegnati nella difesa del territorio contro Genova. Per Borgio il Torrione è da sempre simbolo di unione, di lavoro e di sfida al tempo, e negli anni ha attraversato varie fasi e ha visto l’evoluzione del paese e dei suoi abitanti.
Ora l’obiettivo è quello di rendere il Torrione un punto di riferimento per la città anche dal punto di vista turistico, visto che rappresenta un patrimonio storico e culturale importante per Borgio: “Io credo sia possibile – conferma Dacquino – basta guardare qua in giro… riesci a fare feste, spettacoli di teatro. Tempo fa abbiamo fatto una serata di poesie all’aperto con 120 persone. Io credo possa davvero essere un mix di servizi ai cittadini, luogo d’incontro e spazio turistico”.
All’inaugurazione era presente anche Claudio Burlando, presidente della Regione Liguria con il cui sostegno economico è stata realizzata questa prima parte di recupero. “Sono circa 100 i beni culturali che in tutto o in parte sono stati rimessi a nuovo nella nostra regione in questi anni – ricorda Burlando – musei, teatri, siti archeologici. Qui si è cominciato un lavoro importante: non è ancora finito, ma è comunque un pezzo di storia che viene rimesso a posto per essere utilizzato da alcune associazioni che qui diventeranno di casa, gestendolo, lavorandoci dentro e svolgendo qui le loro attività”. Tutti invocano ora i fondi per completare l’intervento, Burlando si sbilancia: “Faremo il possibile per chiuderlo”.



