
[thumb:7673:l]L’effetto del caro-gasolio sta investendo diverse categorie di lavoratori europei, dai pescatori, agli auto-trasportatori che stanno manifestando in molti Stati del Vecchio Continente. Lo sa bene anche il ministro delle Politiche agricole, Luca Zaia, che oggi a Verona nell’incontro sulla crisi del settore della pesca ha così commentato la situazione: “Sul caro gasolio si rischia la rivolta del Paese. E’ ora di finirla di giocare con i mercati finanziari e di pensare a chi lavora e deve vivere. Gli interlocutori che giocano con i derivati finanziari hanno mandato in crisi il mercato internazionale – ha aggiunto -: oggi lo fanno con il petrolio. E c’é qualcun altro che si sta dedicando alle derrate alimentari giocando sulla disponibilità delle stesse”.
Zaia ha poi indicato quattro proposte per fronteggiare l’emergenza: fermo temporaneo di pesca, ammortizzatori sociali, rottamazione delle imbarcazioni, incentivi all’esodo. “Dobbiamo cercare di dare – ha detto Zaia – elementi per la sopravvivenza dei pescatori. Oggi è un momento difficile che ci fa dire che su mille euro di incasso di una imbarcazione, seicento se ne vanno per il caro gasolio. Gli interventi sul fermo temporaneo rappresentano una misura molto attesa dai pescatori così come lo è la rottamazione delle imbarcazioni”. Dopo aver ricordato che “la flotta italiana è oggi fuori mercato con 14 mila imbarcazioni, contro le settemila francesi”, Zaia ha sottolineato come “anche l’incentivo all’esodo possa essere uno strumento utile. Parlo di quelle persone che sono già in fase di pensionamento, che vorrebbero dismettere l’attività, riconsegnare la licenza e che magari hanno imbarcazioni obsolete che inquinano. L’età media delle imbarcazioni italiane è di 28 anni”.