
Finale/Villanova. Stop al trasferimento a Villanova d’Albenga con le attività propedeutiche alla delocalizzazione che sarebbero dovute partire già nella giornata di domani, mercoledì 7 maggio. Invece tutto “stoppato” o meglio rinviato a dopo l’incontro al Ministero in programma per il prossimo 12 maggio. E’ quanto emerso nella riunione fiume di questa mattina che si è svolta nello stabilimento di Finale tra la direzione aziendale della Piaggio Aero e le organizzazioni sindacali di categoria.
Questa mattina, quindi, nessuna protesta a Finale, in attesa dell’esito dell’incontro del 12 maggio, quando si spera di riaprire la trattativa sui contenuti del piano industriale, rigettato fin da subito dai sindacati finalesi.
“E’ stata una riunione tecnica nella quale l’azienda ha accettato la volontà dell’assemblea dei lavoratori: fermare il trasferimento a Villanova e sapere prima quanti saranno le unità occupazionali e le linee produttive del nuovo stabilimento” ha detto Andrea Pasa della Fiom Cgil. “Ci sono gli strumenti per smantellare un piano industriale che non può essere accettato”.
Quanto al trasferimento a Villanova l’azienda ha ribadito che il rispetto dei tempi è fondamentale e che saranno interessati prima i reparti della parte motoristica ed in seguito quella dei velivoli, con l’obiettivo di essere operativi nel primo trimestre del 2015.
“Ricordo che oltre all’accordo di programma del 2008 esiste ancora un accordo sindacale per il trasferimento da Finale a Villanova e che impone a carico dell’azienda il trasporto dei lavoratori nel nuovo stabilimento. Su questo l’azienda ha riferito che sono in corso trattative” aggiunge Pasa, che conclude: “A Roma porteremo le istanze dei lavoratori portando avanti una trattativa che dovrà far cambiare idea all’azienda su piano industriale ed esternalizzazioni. Quindi aspettiamo l’incontro al Ministero ed in seguito vedremo le eventuali iniziative da intraprendere”.
Intanto è arrivato il comunicato ufficiale di Cgil, Cisl e Uil ligure rispetto alla vertenza: “La gravita’ della situazione, a fronte dell’indisponibilità’ dell’azienda ad affrontare i punti di maggiore criticità del piano industriale, richiede uno straordinario impegno da parte di tutti, istituzioni in testa, affinché non si alimentino le ragioni di divisioni tra lavoratori accomunati dalla necessità di confermare l’accordo di programma in tutte le sue parti: dall’articolazione su due stabilimenti alla tutela dei livelli occupazionali. Sono in gioco la sopravvivenza dello stabilimento genovese e il futuro di tutto il gruppo”.
“L’azienda deve entrare nel merito del piano aziendale e il prossimo appuntamento dell’incontro ministeriale del 12 maggio deve essere l’occasione per fornire garanzie reali a tutti i lavoratori” affermano i segretari Federico Vesigna, Sergio Migliorini e Piero Massa.