
Finale L./Villanova. Questa mattina durante la seduta del Consiglio regionale il Gruppo di Forza Italia, attraverso l’iniziativa di Matteo Rosso e Marco Melgrati, ha chiesto al Presidente Michele Boffa di poter distribuire a tutti i Consiglieri regionali presenti e far indossare loro delle t-shirt con su scritto “Piaggio Aero di Sestri Ponente non si tocca”. Spiegano i due esponenti di Forza Italia: “un gesto di solidarietà e vicinanza nei confronti dei lavoratori che stanno vivendo un momento difficile e che stanno battendosi a difesa di una realtà produttiva strategica per la Liguria e per tutto il Paese”.
La seduta successivamente è stata sospesa per ascoltare i lavoratori della Piaggio ed è stata convocata una riunione dei capigruppo, alla presenza del Presidente Burlando, per stabilire una strategia comune a tutela del sito produttivo di Sestri Ponente e dei lavoratori. Durante l’incontro è intervenuto il Capogruppo Melgrati che insieme a Rosso ha tenuto a dichiarare la necessità di promuovere un documento da votare in Consiglio regionale: “I lavoratori hanno espresso la necessità di poter contare su un documento unitario di tutta l’Assemblea legislativa regionale – spiega Melgrati – con il quale si metta nero su bianco l’impegno forte di mantenere il sito produttivo di Sestri Ponente”.
“La preoccupazione forte – continuano Melgrati e Rosso – è che se oggi l’azienda dismetterà la realtà produttiva genovese domani potrebbe decidere di farlo anche con Villanova d’Albenga, che sarà il nuovo sito produttivo dopo la dismissione di quello di Finale Ligure. Esiste un accordo di programma sottoscritto nel 2008 che prevede una serie di impegni precisi a partire dal mantenimento dell’insediamento di Sestri Ponente fino ad arrivare ad accordi urbanistici relativamente all’area di Finale Ligure, sui quali tra l’altro la Regione Liguria è competente. A nostro parere l’accordo va rispettato in ogni sua parte perché il rischio è che salti il tappo e alcune inadempienze, che la proprietà vorrebbe unilateralmente mettere in atto, potrebbero costituire motivo di rottura della attività di mediazione che si sta cercando di portare avanti”.
“Con il documento che noi abbiamo voluto e sottoscritto insieme alle altre forze politiche presenti in Consiglio regionale abbiamo ribadito questi concetti sottolineando il fatto che ci sono tutte le ragioni sociali e produttive per mantenere il sito di Sestri Ponente non solo nel confronto con la proprietà e ma anche con il Governo, il quale deve prendersi l’impegno preciso di salvaguardare lo stabilimento genovese che rientra appieno nell’accordo di programma del 2008”, concludono Melgrati e Rosso.
Anche la Lega Nord, dalla viva voce del consigliere regionale Edoardo Rixi ha partecipato questa mattina alla riunione con una delegazione di Piaggio Aero Industries di Sestri Ponente e solleva perplessità sulle possibili commistioni tra le trattative per l’entrata della compagnia araba Ethiad in Alitalia e la nuova proprietà della Piaggio Aero da parte del fondo finanziario Mubadala di Abu Dhabi.
“La caduta in mano araba di un nostro gioiello industriale come Piaggio Aero Industries decreta il totale fallimento del sistema Paese degli ultimi anni che i governi “dalle larghe intese” hanno affossato nella completa assenza di un piano di politica industriale”. Così Edoardo Rixi, consigliere regionale della Lega Nord, che questa mattina ha incontrato in Regione la delegazione dei lavoratori di Piaggio Aero Industries.
“Alla situazione drammatica che rischia di mettere in ginocchio centinaia di famiglie genovesi di tecnici e operai dello stabilimento di Sestri Ponente – spiega Rixi – si aggiunge anche la seria prospettiva di mettere in pericolo la sicurezza nazionale. Infatti, attraverso l’acquisizione dell’oltre 98% del capitale di Piaggio Aero da parte del fondo finanziario di Abu Dhabi Mubadala, in pratica consegniamo sul piatto d’argento i nostri segreti militari, insieme alle teste dei nostri lavoratori”.
“Ricordo che il prototipo del drone, che ha già molte commesse anche per il suo impiego in ambito militare in “sistemi d’arma”, oggi, formalmente, non è più di proprietà italiana. Non solo: visto che l’aeroporto di Villanova, secondo l’Enac, non possiede le specifiche per far volare i droni, c’è il forte rischio che le sperimentazioni “decollino” all’estero con il pericolo, concreto, che il drone, pensato e realizzato da cervelli e mani liguri, diventi a tutti gli effetti ‘made in Abu Dhabi'”.
Prosegue Rixi: “Un dubbio inoltre sorge sulla possibile commistione tra la trattativa sul risanamento di Alitalia con l’entrata degli arabi di Ethiad e la cessione di Piaggio al fondo arabo, che, secondo alcune voci che circolano con sempre più insistenza, potrebbe essere il vero finanziatore dell’operazione che coinvolge la nostra compagnia di bandiera”.
“A questo punto penso che la nostra Regione debba pretendere rassicurazioni da questo governo, ghiotto di svendite per far quadrare i conti, affinché la vicenda Piaggio non diventi merce di scambio in altri tavoli di trattativa su aziende ‘bollite’, ma che venga affrontata con serietà e impegno nell’ottica della salvaguardia del know how e dell’eccellenza tecnologica del nostro territorio e di un’azienda sana e in attivo, con potenziali commesse per 190 veivoli da 35 milioni l’uno”, conclude Rixi.