Albenga. Sono state processate per direttissima questa mattina in tribunale a Savona le quattro persone, tre uomini e una donna, arrestate sabato notte con l’accusa di rissa ad Albenga. Davanti al giudice Filippo Pisaturo sono comparsi due fratelli, Simone e Gianluca Roma, di 22 e 25 anni, titolari del bar Des Amis di via Patrioti, e i due avventori torinesi, la trentunenne piemontese R.S. e l’amico A.F., di 32, con cui gli ingauni sono venuti alle mani.
Le versioni fornite in aula (la camera di consiglio è stata celebrata a porte chiuse) sono state discordanti. Le versioni dei quattro coincidono fino ad un certo punto (tutti ammettono che ci sia stato un diverbio al momento di pagare il conto), ma poi si differenziano: i titolari del locale sostengono di essere stati aggrediti dai clienti, che a loro volta hanno spiegato di essersi solo difesi perché colpiti dai due fratelli.
I due piementosi avrebbero anche accusato di essere stati feriti con un coltello ed un manganello: una versione smentita dai baristi (“il coltello è sempre rimasto sul banco”) che a proposito dell’arma avrebbero detto di averla tirata fuori solo per tentare di intimidire i clienti. Spiegazioni in netto contrasto tra loro e che non hanno aiutato a ricostruire con precisione quanto accaduto intorno alle 3 meno un quarto di sabato sera. Quel che è certo, per ora, sono le lesioni rimediate dai quattro imputati: tutti sono stati medicati in ospedale e dimessi con prognosi di qualche giorno.
Dalle deposizioni rese in aula sarebbe anche emerso che gli “attori” principali della lite siano stati Gianluca Roma e A.F., mentre l’amica e il fratello del barista sarebbero rimasti coinvolti nella rissa solo nel tentativo di fare da paciere tra gli altri. Secondo il difensore dei fratelli Roma, l’avvocato Francesco Giusto, la discussione sarebbe nata dopo la richiesta di uno sconto: il cliente avrebbe chiesto, al momento di pagare due birre, di avere una riduzione sul prezzo. Davanti al rifiuto del barista avrebbe “rilanciato” chiedendo una sigaretta e, dopo aver ricevuto un secondo rifiuto, avrebbe perso le staffe. A quel punto Gianluca Roma avrebbe minacciato di chiamare i carabinieri e per tutta risposta sarebbe stato colpito da un vaso sulla testa. Il gesto che, secondo i baristi, avrebbe scatenato il diverbio. Il torinese sostiene invece di essere stato aggredito senza un vero motivo dal titolare del locale quando si trovava alla cassa per pagare.
Dopo aver ascoltato le testimonianze il giudice ha deciso di convalidare gli arresti, ma ha rimesso in libertà i quattro imputati che avranno però l’obbligo di firma in caserma. Vista la richiesta di termini a difesa avanzata dai legali dei quattro giovani il processo è stato rinviato al prossimo luglio.
