
Cairo M. Il caso dell’Italiana Coke finisce in Parlamento. Il capogruppo del Movimento 5 Stelle presso la commissione Ambiente della Camera dei deputati, l’onorevole Mirko Busto, ha infatti presentato un’interrogazione sull’argomento.
“Da un sopralluogo il mese scorso ho scoperto che a pochi chilometri dalla centrale a carbone Tirreno Power di Vado c’è un impianto ben più vecchio come la cokeria Italiana Coke in funzione dal 1936. Impianto – osserva Busto – in cui le centraline non sono né a terra, né ai camini, nonostante le numerose richieste di associazioni e cittadini. Se per la Tirreno Power di Vado si parla di disastro ambientale, in frazione Bragno a Cairo cosa ci dobbiamo aspettare? Dopo il recente avvio dell’indagine della Procura di Savona proprio sulla cokeria, finalmente qualcosa si muove”.
“Il Sindaco di Cairo Montenotte pare abbia deciso di riaprire l’A.I.A. dell’azienda Italiana Coke. Ritengo che nella revisione dell’A.I.A, di prossima apertura, debbano essere inserite le seguenti disposizioni: divieto di riutilizzare nei forni della cokeria di Pet Coke e residui di produzione (melme); utilizzo di carbone di qualità e basso tenore di zolfo; adozione di un completo preciso ed efficace sistema di analisi e monitoraggio di aria, terreni, acque superficiali e sotterranee all’interno e all’esterno dell’azienda comprensivo di SME (Sistema Monitoraggio Emissioni) ai camini e controllo delle ricadute a terra; studio di coorte con riferimento anche agli anni passati per i lavoratori dell’azienda utilizzando i libri matricola per effettuare indagini epidemiologiche su eventuali malattie professionali correlate; indagine epidemiologica e ambientale per le aree limitrofe; documentazione dettagliata delle bonifiche effettuate e da completare, con relativo dettagliato elenco delle aree di stoccaggio e a rischio, anche passate; maggior coinvolgimento delle associazioni ambientaliste ai tavoli di lavoro dedicati e nella divulgazione e interpretazione dei dati” prosegue l’esponente dei Grillini.
“I cittadini si muovono, le istituzioni che fanno? Quanto dovremmo aspettare per le conclusioni? Ci risponderà il ministero in modo chiaro?” sono le domande che Busto ha presentato in Parlamento attraverso la sua interrogazione.