
Vado Ligure. Non si placano le reazioni dopo lo shock di venerdì, quando 10 Oss e 2 educatori del Nucleo 3D all’interno della Rsa Vada Sabatia sono stati arrestati con l’accusa di picchiare i pazienti disabili della struttura.
“Non vorremmo che anche questa volta volino i soliti “quattro stracci” – è l’appello del Partito Comunista dei Lavoratori – Le responsabilità individuali vanno accertate, senza dubbio, ma in egual misura vanno individuate le responsabilità gestionali. Ci si è mai chiesti quali sono i percorsi per l’assunzione di personale che deve lavorare in situazioni così delicate, in un ambiente alienato ed alienante? Se vengono o no rispettati i relativi ruoli funzionali, la normativa sul riconoscimento dei titoli di studio?”.
“Forse non tutti sanno che un infermiere che viene reclutato da una Srl o da una cooperativa sanitaria per lavorare, anche in una ASL, ha una corsia preferenziale che gli permette di aggirare il riconoscimento del proprio titolo di studio presso il ministero della salute – continuano dal partito – Questo accade perché, da molti anni, troppi, sinistra ufficiale (Treu) e destra ci hanno reso proni davanti a tutte le forme di lavoro senza tutela alle quali ormai, non sembra più esserci alcuna difesa, vedi lavoro in somministrazione, interinale, co.co.pro, ed altre bestialità del genere”.
“Ma qual è l’amministratore sano di mente che dovendo assicurare un servizio giornaliero, in una determinata struttura per 365 giorni all’anno, appalta tale servizio ad una Srl facendo così lievitare i costi e non dando stabilità ai lavoratori? – è il duro attacco del Pcl – Non cadiamo quindi nella facile considerazione dello sciocco che invece di guardare la luna guarda il dito, non ci gettiamo solo addosso ai dei lavoratori, attribuendogli la sola colpa di essere extracomunitari, ma cerchiamo di capire che ruoli avevano lì, di cosa erano incaricati e per conto di chi”.
“E’ difficile immaginare un caso di follia collettiva protrattasi per molto tempo, senza che vi sia stato l’assenso, almeno sottaciuto di un qualche responsabile – concludono – E comunque, tutto ciò non fa che ribadire il concetto che la sanità deve essere pubblica sempre, non può favorire squallidi interessi privati, e questo anche per non tradire il dettato della carta costituzionale”.