
Vado L. In tutti questi giorni di presidio e protesta i lavoratori di Tirreno Power hanno più volte richiesto che venissero pubblicati i dati sui livelli di inquinamento rilevati dalle centraline Arpal per dimostrare che non è solo la centrale termoelettrica ad inquinare e che, anzi, molti degli agenti inquinanti sono scollegati dall’attività del sito produttivo vadese.
IVG.it pubblica in esclusiva i dati delle centraline Arpal collegandoli all’attività della centrale e dell’energia prodotta dai gruppi a carbone relativi al periodo dal primo al 27 marzo, quindi con la centrale pienamente operativa sino alla notte tra l’11 e il 12 marzo.
Nei primi tre giorni del mese di marzo erano operativi entrambi i gruppi con una potenza di circa 450/500 MW, dal 4 all’11 marzo, giorno dello spegnimento, un gruppo solo con una potenza tra i 250 e 270 MW circa. Le centraline prese in esame sono quelle posizionate ad Albenga, Carcare, Quiliano, Varaldo (Savona) e Vado Ligure.
Uno dei dati più importanti è quello relativo all’SO2 (anidride solforosa), che secondo la Procura della Repubblica di Savona è caratteristico dell’emissione della centrale elettrica, tanto da essere usato come elemento per stabilire le aree di ricaduta degli agenti inquinanti. Il limite di legge fissa la media giornaliera a 125 µg/m3. Secondo quanto registrato dalle centraline la concentrazione massima è stata rilevata a Savona nelle giornate del 13, 14 e 16 marzo, ma con un valore di 10 volte inferiore ai massimi consentiti. (grafico 1,2)
Per quanto riguarda il monossido di carbonio (CO), a seguito dello spegnimento del VL3 e del VL4 si è registrato un lieve calo, ma con valori anche in questo caso ampiamente sotto i limiti di legge. (grafico 3)
Nel mese di marzo l’unico sforamento sui limiti di legge registrato a Vado e Quiliano è stato quello relativo al PM10, ovvero al particolato, materiale presente nell’atmosfera in forma di particelle microscopiche: il valore limite sulla media annuale è pari a 40 microgrammi per metro cubo mentre il valore limite sulla media giornaliera è pari a 50 microgrammi per metro cubo, da non superare più di 35 volte per anno. Stando ai dati registrati dalle centraline nelle giornate di giovedì 20 e venerdì 21 marzo, sia a Vado che a Quiliano è stato superato il limite dei 50 microgrammi per metro cubo. (grafico 4)