
Albenga. E’ giunto perfino nelle mani di Papa Francesco “Mamma scrivila tu la mia storia…” di Antonietta Biagiotti, libro crudo e commovente della malattia e della morte di un ragazzo di Zuccarello, Samuele Colombo. Il giovane vive il suo dramma e la sua tragica Via Crucis attraverso le parole della madre, Antonietta Biagiotti, in un percorso di amore e dolore che accompagna pagina dopo pagina.
Il volume, che “parla” di un giovane che ha lottato fino all’ultimo seguendo le sue passioni (come il ciclismo e il motociclismo) sarà presentato domani alle 17,30 presso Palazzo Scotto Niccolari ad Albenga. Il libro (Edizioni Del Delfino Moro) è già giunto alla terza edizione in poco più di un anno. Parte del ricavato è andata e andrà all’UGI (Unione Genitori Italiani), associazione di Torino che gestisce una struttura magnificamente attrezzata volta all’accoglienza di famiglie con bambini con problemi oncologici e curati all’Ospedale Regina Margherita di Torino. Questo volume permetterà la donazione di un appartamento gratuito per un anno da destinare a famiglie che non possono permettersi di contribuire agli ingenti costi delle cure.
Samuele a diciassette anni si ammala di cancro, la sua vita e le vite di chi gli sta attorno cambiano drasticamente. Il libro è la lettura d’amore che la mamma gli dedica, è un alternarsi di sofferenza e di speranza.
Samuele lotta per otto anni contro questo male, tra un’operazione e l’altra, tra una cura e l’altra, vive intensamente, si fidanza, lavora e trova il tempo di curare i suoi hobby: la bicicletta, il nuoto, ma soprattutto la moto. In pista affronta cordoli e curve, come affronta la vita. E’ una lettura che emoziona, che tocca il cuore di chi legge, è la storia coraggiosa di un ragazzo come tanti che ha dovuto imparare a convivere con la malattia e diventa un guerriero. E’ lui che da forza a chi gli sta accanto, che incoraggia gli amici a vivere interamente ogni minuto della vita. Il tutto si trasforma in un testamento spirituale.
Questo libro è stato voluto da lui, che un giorno, ha detto alla mamma: “Scrivila tu la mia storia e quelli che la leggeranno non crederanno”. La mamma ha voluto dare un senso alla vita e al dolore di Samuele condividendoli con gli altri perché la sofferenza non cada nel vuoto. Essa vuole esser d’aiuto per migliorare la nostra esistenza e trovare il coraggio per affrontare le prove che la vita ci pone, con la stessa dignità e coraggio di suo figlio.
Un volume da leggere, meditare, far leggere, specialmente ai giovani che credono che tutto è loro dovuto, che non pensano mai al loro domani.