
Albenga. “Come solitamente si dice, le sentenze non si commentano, ma si subiscono. In questo caso, una questione con risvolti politici si risolve pagando, con una ammenda da quattro mila euro”. Lo afferma il sindaco albenganese Rosy Guarnieri nel giorno in cui il Tribunale di Savona si è pronunciato sul caso degli abusi edilizi sulla casa di Bastia.
Il primo cittadino è stato condannato a 4 mila euro di multa: stessa sorte per il marito Franco Vairo, Micaela e Tatiana Pizzo. Per Domenico Pizzo, committente dei lavori (ex coniuge della Guarnieri), e per Filippo Pizzo, progettista della ristrutturazione, condanna a 1 mese di reclusione e 8 mila euro di ammenda. Pene sospese.
E’ stata invece assolta per non aver commesso il fatto Franca Zoccali, tecnico direttore dell’ufficio urbanistica del Comune. Lapidaria anche in questo caso Rosy Guarnieri: “Esprimo soddisfazione per la riconosciuta estraneità del tecnico dell’ente comunale, uscita indenne da una vicenda che, di tecnico, ha dimostrato di avere ben poco”.
L’opposizione stigmatizza: “Penso che un sindaco con delega all’urbanistica che viene condannato per un reato urbanistico si commenti da solo” dice il capogruppo del Pd, Mariangelo Vio.
“A questo punto nessun cittadino alle prese con una pratica urbanistica potrà prenderlo come punto di riferimento attendibile e imparziale. Direi che è ora di liberare la città da questa presenza divenuta troppo ingombrante. Invito Guarnieri a rimettere subito la delega all’urbanistica che crea seri problemi di credibilità nella gestione delle pratiche urbanistiche” conclude Vio.
Non si fa attendere la risposta del sindaco: “Il consigliere Vio, che spesso ama definirsi il più anziano di tutti, non ricorda più che, dal lontano 1997 a oggi, l’assessore all’urbanistica e il sindaco non hanno più alcun potere di licenziare atti. Ciò avveniva quando era lui il primo cittadino, all’epoca i sindaci e gli assessori all’urbanistica (anche se non credibili, come nel suo caso) potevano firmare i permessi edilizi. Ancora una volta, quindi, ha perso una buona occasione per tacere”.
“Dal momento che tutto quanto avvenuto è in parte conseguente alla cattiveria politica che da sempre contraddistingue la sinistra albenganese, avrei comunque preferito, quei quattro mila euro, donarli in beneficenza, un’opera di bene in favore del Partito Democratico ingauno – dichiara Rosy Guarnieri – Così che potessero imparare a provare a fare politica, invece di tentare di battere gli avversari con altri mezzi, diversi da quelli del voto degli elettori”.