
[thumb:6457:l]”Ora possiamo riprendere il lavoro dopo due anni di interruzione”. Così Silvio Berlusconi subito dopo il colloquio avuto con il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che gli ha conferito l’incarico di guidare e formare il nuovo governo. Berlusconi ha confermato Gianni Letta come sottosegretario alla Presidenza del consiglio. Nel nuovo esecutivo figurano 21 ministri (12 con portafoglio) di cui quattro donne. Il giuramento al Quirinale sarà oggi alle 17.
Il leader ligure del Pdl, Claudio Scajola, torna alle Attività produttive. E’ il suo quarto incarico governativo. Nato a Imperia nel 1948, sposato, due figli, una carriera tutta nella Dc prima di approdare in Forza Italia, appartiene a una famiglia di lunga tradizione politica. Il padre è stato deputato Democrazia Cristiana e fondatore del partito a Imperia; il fratello Alessandro è stato anche lui parlamentare e sindaco. E Claudio, che al battesimo fu tenuto in braccio da Maria Romana De Gasperi, figlia dello statista trentino, è stato anche lui sindaco a Imperia, poi deputato e ministro due volte. In Forza Italia dopo un periodo come coordinatore provinciale di Imperia passa al nazionale e diventa segretario organizzativo.
Nel 2001, Governo Berlusconi bis, Scajola diventa ministro dell’Interno. Non è un incarico facile: deve affrontare il “dopo 11 settembre”, gli arresti dei poliziotti di Napoli, il G8 di Genova con i gravi incidenti. Nell’estate 2002 Scajola è costretto a dimettersi dopo le polemiche per una sua frase irriguardosa sul prof. Marco Biagi, consulente del governo, assassinato dalle Brigate Rosse. A novembre dello stesso anno torna ad un incarico di partito, come responsabile elettorale e, a luglio 2003, rientra nel governo come ministro per l’attuazione del programma.
La composizione della squadra di governo presenta poche novità rispetto alle indiscrezioni dei giorni scorsi, almeno fra i “big”. Alla Giustizia va un fedelissimo del Cavaliere, Angelino Alfano. Umberto Bossi avrà il ministero delle Riforme e Roberto Maroni guiderà gli Interni. A Ignazio La Russa va la Difesa. Confermati poi Tremonti all’Economia, Frattini agli Esteri, Matteoli alle Infrastrutture e Bondi ai Beni Culturali. Per Stefania Prestigiacomo alla fine è stata scelta la poltrona dell’Ambiente, mentre per Sacconi quella del Welfare. Mariastella Gelmini guiderà il ministero dell’Istruzione, mentre il leghista Luca Zaia dirigerà il dicastero delle Politiche agricole. Vito si occuperà dei Rapporti col Parlamento e Roberto Calderoli della Semplificazione.
Per Ronchi si aprono le porte delle Politiche Comunitarie. Gli Affari Regionali saranno materia di Raffaele Fitto, mentre a gestire la Funzione Pubblica arriva Renato Brunetta. Tra le new entry c’è anche Gianfranco Rotondi nominato ministro per l’Attuazione del programma. L’ex vicepresidente della Camera Giorgia Meloni guiderà il ministero delle Politiche Giovanili, mentre Mara Carfagna è stata scelta come responsabile per le Pari Opportunità. Michela Brambilla infine andrà alla Sanità.