Borghetto. “La mia assistita ha impugnato con ricorso straordinario al Presidente della Repubblica l’atto di esclusione dalla gara, comunicatole poco prima dell’inizio delle operazioni concorsuali per l’assunzione di un agente a tempo determinato. Ha impugnato senza avere la possibilità di conoscere gli atti del procedimento il cui accesso le è stato negato e con grave menomazione del proprio diritto di difesa. Questo aspetto è oggetto di attenta valutazione in ordine alla possibilità di chiedere i danni in via diretta al funzionario responsabile del procedimento”. Così Giovanni Sanna, il legale difensore della donna esclusa dal concorso per vigile urbano a Borghetto risponde alle affermazioni del Comune espresse ieri in una nota ufficiale dell’amministrazione comunale.
“Il Tar Liguria con la sentenza n° 1081#13 ha condannato il Comune di Borghetto Santo Spirito a consentire l’accesso agli atti, che è avvenuto mercoledì scorso, con relativa condanna al pagamento delle spese di lite: sul punto la sentenza verrà appellata” aggiunge l’avvocato.
“Ma l’amministrazione politica non può certo estraniarsi rispetto all’accaduto e dunque va respinta al mittente l’affermazione secondo cui gli amministratori oggetto della reprimenda della ricorrente, nulla centrano nella vicenda, trattandosi di procedimenti amministrativi squisitamente gestionali e rimessi all’esclusiva competenza dei funzionari comunali…”.
“Anzi la giunta comunale con la delibera n° 35#05-03-13 assunta dal Sindaco Giovanni Gandolfo e dagli assessori Stefania Maritano, Maria Grazia Oliva, Emanuele Parrinello, Luigi Picasso, con l’ assistenza del segretario comunale Fiorenza Olio ha dato mandato ad un suo funzionario di costituirsi in giudizio e di resistere alla richiesta della mia assistita, dichiarando ravvisata l’opportunità di procedere alla costituzione in giudizio al fine di esercitare il diritto alla difesa nella ritenuta convinzione dell’infondatezza delle ragioni addotte con il ricorso. Così facendo ha evidentemente riconosciuto infondato il diritto della donna all’accesso agli atti e ritenuto corretto il comportamento del funzionario”.
“Se invece, come sostiene il Comune, i dirigenti sono responsabili in via esclusiva dell’attività amministrativa, della gestione e dei relativi risultati allora si attivi e dia contezza ai cittadini del fatto che le spese legali a cui il Comune è stato condannato siano pagate direttamente dal funzionario responsabile” conclude l’avvocato.
