
Savona. E’ stato presentato dalla diocesi di Savona-Noli il bilancio Caritas 2012, con un incremento del lavoro pastorale: dal rafforzamento della rete dei Centri Ascolto parrocchiali al rapporto col mondo giovanile.
“Il lavoro pastorale non si misura con le quantità di prodotti – afferma il direttore don AdolfoMacchioli -: alcuni di essi inoltre sono “a costo zero” quindi non “si vedono” neanche all’interno di un bilancio. Per questo motivo mi soffermerei su alcune note che hanno caratterizzato lo scorso anno, lasciando sullo sfondo la lettura del bilancio: integrazione con la Fondazione ComunitàServizi Onlus: non ci si può meravigliare che nel bilancio Caritas non compaiano in maniera pesante le erogazioni a persone in difficoltà. Dalla nascita nel 2009 del Fondo Emergenza Famiglie il grosso delle erogazioni e degli aiuti alle persone in difficoltà si trova sul bilancio della Fondazione”.
“Rete parrocchiale dei Centri di Ascolto: una realtà che ormai si è consolidata nel tempo attraverso ascolti sempre più profondi e modalità comuni di servizio e intervento. Nel 2012 abbiamo individuato anche una figura specifica per l’accompagnamento e la promozione di nuovi Cda: oltre al lavoro tecnico sulla messa in rete dei dati nel rispetto della privacy, oggi i CdA sono maggiormente in collegamento con i Servizi Sociali dei Comuni della Diocesi. Il lavoro di messa a punto della rete informatica dei dati dei CdA ha reso la nostra Diocesi una delle più avanzate in questo settore. Il 2012 ha visto la nascita del CdA cittadino di Varazze, di un primo servizio di distribuzione a Celle e ci auguriamo che le comunità della vicaria di Vado e di Spotorno maturino questo cammino”.
“Il lavoro di animazione nelle scuole e con il mondo giovanile: abbiamo appena concluso due grossi progetti di animazione nelle scuole, progetti che hanno visto un lavoro a cavallo tra il 2012 e il 2013. La “Pace di Corsa” e “Ragionando sul mondo”: combattere lo spreco alimentare” sono due progetti che hanno coinvolto oltre 600 ragazzi tra scuole medie inferiori e superiori: è importante che alcuni messaggi possano toccare il mondo giovanile, soprattutto quello che magari non vediamo in Chiesa la domenica”.
“Una bella esperienza di Chiesa, di corresponsabilità e di comunione: difficile leggere nel bilancio tutto il lavoro a volte lungo e faticoso, ma affascinante e arricchente, di condivisione e di maturazione delle scelte pastorali. In questo decennio abbiamo costruito insieme percorsi di confronto, dibattito, maturazione e condivisione delle scelte attraverso strumenti più diversi. Ritengo questa una bella esperienza di Chiesa, di “ascolto del più piccolo e del più grande”, nel tentativo di non fare solo una esperienza “interna”, ma di partecipare e dare il proprio contributo sia al percorso ecclesiale, sia a quello civile” conclude.