
[thumb:7005:l]Savona. Corsi per le ronde private. E’ l’idea lanciata dalla Lega Nord di Savona, che vuole mettere in piedi un gruppo di volontari pronti alla vigilanza contro la criminalità. Non più le “ronde padane” o le “pattuglie di guardia nazionale” di qualche anno fa, ma un’edizione un po’ riveduta e corretta: un sodalizio di cittadini che si propongono per segnalare situazioni di pericolo alle forze dell’ordine e per individuare persone che minacciano la sicurezza dei cittadini. “Sullo stile dei vigilantes civili che operano a Città del Messico e che si affiancano alla polizia” spiega il segretario provinciale del Carroccio, Andrea Bronda.
A fine maggio partiranno tre lezioni serali, concentrate in una settimana, per trasferire alle aspiranti vedette nozioni pratiche di pattugliamento, pedinamento e reazione ad aventuali aggressioni da parte di malintenzionati. “Non porteremo nessuna arma durante le operazioni di monitoraggio” sottolinea Bronda.
Il volontario di quella che probabilmente si chiamerà “guardia civile” avrà con sé forse un cane, sicuramente il telefono cellulare per avvertire le forze dell’ordine durante le operazioni di monitoraggio, telecamere e macchine fotografiche per documentare le varie situazioni. Dal corso dovrebbero uscire 25 persone formate allo scopo.
Una critica immediata all’idea delle ronde organizzate da privati arriva dal Sindacato Nazionale Guardie Giurate. “Che senso ha dare vita a un nuovo ordine di vigilanza? Con quali regole di ingaggio?” si chiede Marco Fusco, segretario nazionale del sindacato. “No alle ronde arrangiate, noi agli squadroni, ma sicurezza autorizzata – commenta – E se un pusher, per esempio, infastidito dalla presenza di un cittadino controllore, gli sferra una coltellata e ci scappa il morto, come la mettiamo? Di pasticci ne abbiamo già visti abbastanza. Quindi meglio lasciare a ciascuno il proprio mestiere”.