
Savona. Vandali in azione a Savona: ignoti hanno distrutto i ripari e le mangiatoie di tre colonie feline in via Valcada, Corso Mazzini e via alla Stra, che ospitano rispettivamente 8, 7 e 9 animali.
L’ENPA invierà una dettagliata denuncia al Comune di Savona, chiedendogli di farsi carico, come gli compete, della vigilanza sull’attività svolta a favore di questi animali; e ricorda che essa è tutelata da precise leggi regionali: “I gatti che vivono in stato di libertà sul territorio sono protetti ed è fatto divieto a chiunque di maltrattarli o di allontanarli dal loro habitat. La somministrazione di cibo e cura delle colonie (feline) da parte degli zoofili non può essere impedita. E’ vietato a chiunque ostacolare l’attività di gestione di una colonia o asportare o danneggiare gli oggetti impiegati”.
Sono previste sanzioni amministrative fino a 516 euro per i responsabili e le guardie zoofile dell’ENPA stanno procedendo agli accertamenti, che sono di competenza anche di vigili urbani, carabinieri, polizia di stato e provinciale; e lanciano un appello a chi ama gli animali a denunciare ad essi ogni vandalismo al quale assistono.
“Da qualche tempo infine si è aperto un nuovo filone di contestazione, alimentato dalle recenti superficiali dichiarazioni di alcuni funzionari pubblici, secondo cui il cibo dei gatti, nelle periferie, attirerebbe i cinghiali – si legge in una nota Enpa – Ma questo viene quasi interamente consumato dai felini poco dopo la somministrazione, con i soggetti agli ultimi posti dell’ordine gerarchico della colonia che accedono – altrimenti morirebbero di fame – a quanto rimasto soltanto dopo che i primi si sono saziati ed allontanati. Le dosi fornite (mediamente 150 grammi per gatto) e le esigue quantità a volte avanzate, sono talmente insignificanti per il fabbisogno anche di un solo cinghiale, da non costituire un richiamo apprezzabile per tali grossi animali selvatici”.
“E’ invece purtroppo assodato che gli ungulati, periodicamente alimentati nei territori di caccia con notevoli quantitativi di ortaggi e verdure dai cacciatori, associno il cibo alla presenza dell’uomo e, in momenti di penuria (come l’attuale mancanza di castagne a causa dell’epidemia di cinnipede), non esitino quindi a ricercarlo vicino ai luoghi abitati” conclude la nota della Protezione Animali.