Savona. Come previsto questa mattina l’ex presidente del Savona Calcio Andrea Pesce si è presentato davanti al sostituto procuratore Ubaldo Pelosi per essere interrogato. Accompagnato dal suo difensore, l’avvocato Sabrina Franzone, l’ex numero uno della società calcistica ha risposto alle domande del pm relative all’inchiesta sul crac del Savona nell’ambito della quale è accusato di bancarotta fraudolenta e violazioni fiscali.
Pesce aveva promesso chiarimenti in merito alle sue responsabilità nel fallimento del Savona e, secondo il suo legale, stamattina in Procura il suo assistito ha fornito risposte concrete. “Sono stati chiariti molti aspetti relativi alla gestione della General Brokings, ma ci sono ancora molte cose da dire e faremo un secondo interrogatorio” si limita a dire l’avvocato Franzone.
Secondo quanto trapelato Pesce, davanti al pm Pelosi, avrebbe chiarito come i soldi dalla General Brokings, società satellite della Transitalia creata ad hoc per gestire il Savona, passavano alla società calcistica. L’ex presidente avrebbe negato con decisione che ci siano state distrazioni di beni destinati al Savona: le risorse che arrivavano alla General Brokings venivano girate tutte per i biancoblu. L’ex presidente biancoblu avrebbe ammesso l’esistenza di alcuni errori di valutazione che avrebbero portato all’originarsi di un “buco” che, vista la difficile situazione della Transitalia (che viaggiava già verso il fallimento), non è stato più possibile arginare.
Anche sulla questione del campetto “Comparato” i soldi non sarebbero spariti nel nulla come qualcuno ipotizza: “Di questo non abbiamo parlato stamattina. Ne parleremo in futuro, ma posso dire che i soldi incassati grazie al credito sportivo non sono certo finiti nelle tasche del mio assistito. Sono stati investiti per coprire altre spese societarie” chiarisce l’avvocato Franzone.
Insomma Pesce, a fronte di quasi tre pagine di fitte contestazioni ipotizzate dalla Procura (che lo accusa in concorso con Fabrizio Oggianu, Alessandro Repetti e Alessio Toscano di false fatturazioni, evasioni di imposte, aver provocato il fallimento del Savona e di aver presentato false sponsorizzazioni per ottenere finanziamenti), avrebbe fornito la sua spiegazione di come il Savona sia arrivato al crac.




