
Savona. Su proposta dell’Assessorato alle politiche sociali ed educative e Pari Opportunità, il Comune di Savona aderisce al documento “No more! Convenzione nazionale contro la violenza maschile sulle donne – femminicidio” promossa dalla Rete di Donne per la Politica in collaborazione con il movimento “Se non ora quando” per chiedere allo stato e alle istituzioni di prevenire e combattere la violenza maschile contro le donne.
La Convenzione è una proposta politica unitaria, aperta all’adesione e alla sottoscrizione di realtà nazionali, locali, e singole persone.
“Abbiamo voluto aderire alla Convenzione perché la violenza maschile contro le donne è un tema più di emergenza che di attualità – dichiara l’assessore alle politiche sociali ed educative e Pari Opportunità Isabella Sorgini – e per questo, come richiesto dal documento, ci impegniamo a svolgere azioni di promozione ed informazione sul tema, nonché azioni concrete di aiuto. Ricordiamo che Savona, grazie ad un progetto del Distretto Socio Sanitario n° 7 Savonese con partner Opere Sociali di Ns Signora di Misericordia e Ente Gestore Opere Sociali Servizi, è l’unica provincia ad offrire alle donne accoglienza e protezione di primo e secondo livello, con la casa rifugio Isola che c’è, attiva dall’ottobre 2007, che accoglie donne sole o con minori garantendo loro la possibilità di rimanere in luogo sicuro e protetto per circa 6 mesi durante i quali insieme al Referente dei Servizi Sociali si concorda un progetto che ha come fine l’inclusione sociale. E poi, considerato che i 6 mesi previsti dal progetto non sono spesso sufficienti al raggiungimento di una completa autonomia, soprattutto economica, è attiva da ottobre 2011 una Struttura di 2° livello, nella quale le ospiti dell’Isola che c’è possono essere trasferite e nella quale possono restare ancora un anno”.
Presentata lo scorso 25 novembre, nell’ambito delle iniziative della Giornata mondiale contro la violenza sulle donne, la proposta invita le Istituzioni nazionali e locali ad un confronto aperto, ad assumersi le proprie responsabilità, a porre in essere politiche adeguate e rispettose della dignità e dei diritti umani delle donne, mentre al governo chiede di verificare l’efficacia del Piano Nazionale contro la violenza varato nel 2011, con revisione del Piano stesso insieme al coordinamento promotore della Convenzione.
Il documento sottolinea come la libertà femminile sia la premessa di civiltà di ogni Paese e afferma in modo inequivocabile che la violenza sulle donne, ovunque esercitata, non è un tema privato.