
Cairo M. I servizi sanitari in Val Bormida non saranno totalmente “risucchiati” dai tagli: anzi, si è agito per mantenere qui dei presidi efficienti per la popolazione locale. Parola del consigliere regionale Stefano Quaini che mette l’accento su una battaglia iniziata da tempo per assicurare alla valle un ospedale degno di questo nome, dopo il declassamento del pronto soccorso.
“A Cairo è stato fatto un lavoro enorme, soprattutto politicamente, e poi sul territorio, da parte dei comitati con tutte le manifestazioni che ci sono state – esordisce Quaini – L’assessore Montaldo ha recepito in pieno quelle che sono state le istanze portate avanti da me a dal consigliere Michele Boffa in maggioranza. Finalmente, più di un mese fa, è stata fatta una delibera da parte dell’Asl che annulla le scelte precedenti di Neirotti. Quindi gli zero posti letto della medicina per acuti sono cancellati; ora ce ne sono quattordici. Quindi c’è la possibilità di fare tutto quello che è sempre stato fatto, come ricovero da pronto soccorso ed altro. E’ un passo in avanti molto importante, fondamentale per la Val Bormida, che dà la possibilità che l’ospedale non diventi, com’è stato detto in passato, un cronicario, ma una vera e propria struttura per acuti”.
“Cosa molto importante, e non è l’unica, anche l’attività di day hospital è ripresa in pieno, salvo i malati che devono fare il primo ciclo di chemioterapia e ovviamente sono dirottati al San Paolo. Tutti i malati oncologici vengono trattati in Val Bormida – continua Quaini – Ci sono progetti molto importanti che stanno partendo come l’ambulatorio per le malattie respiratorie che viene fatto in sinergia con il professor Mereu di Santa Corona e quindi con la possibilità di avere una collaborazione molto forte. Un’altrettanto forte collaborazione con Santa Corona sarà con la chirurgia toracica per i tumori polmonari, che purtroppo in Val Bormida hanno un’incidenza molto pesante”.
“Adesso ci muoveremo per la restituzione alla Val Bormida di un pronto soccorso che, a mio modo di vedere, deve essere catalogato come pronto soccorso di zona disagiata. Altre situazioni che vanno chiarite sono la direzione della Radiologia e l’ambulatorio endoscopico. Lavoriamo molto per restituire alla Val Bormida un ospedale dignitoso e che dia risposte molto valide” conclude il consigliere regionale.