Altare. “Rimanere chiusi in casa? E perché mai? In Russia allora cosa dovrebbero fare?”: pensiero di una valbormidese che, questa mattina, ha accompagnato il figlioletto all’asilo incurante della neve caduta in queste ore.
Sono in molti a pensarla così e a prendere questa come una qualsiasi giornata invernale nell’entroterra. Basta munirsi di giacche a vento, infilare i moon boot ai piedi dei più piccoli e procedere spediti facendo slalom tra gli impegni della giornata. E pazienza se a cadere sarà qualche fiocco di neve. “Mi sembra normale a febbraio” insiste la signora, per nulla infreddolita.
C’è poi chi aspetta tranquillamente il pullman, consapevole di un ritardo dovuto ad un piccolo incidente di un camion, che è “scivolato” sulla neve occupando la carreggiata. “Mi hanno comunque assicurato che tra poco l’autobus arriverà, aspettiamo. D’altronde il tempo è inclemente, qualche piccolo disguido è normale. Nulla di preoccupante comunque”.
La vita, per tutti, continua anche sotto la neve. “Sono andato a comprare il latte, come tutti i giorni – dice un altarese – La neve non è un problema: ci siamo abituati e poi basta organizzarsi un minimo. Sarà che io faccio l’agente di commercio per cui ho gomme da neve montare e tutto l’occorrente per eventuali problemi, ma noi valbormidesi il minimo che ci aspettiamo d’inverno è una bella nevicata”.







