
Albenga. Partorisce una bimba in ospedale a Pietra Ligure ma l’abbandona perché non è in grado di accudirla e, nonostante una famiglia si sia detta disposta a prendere la neonata in affidamento temporaneo, il Tribunale dei minori di Genova ne ha disposto l’affido in un istituto a spese del Comune di Albenga.
Così l’assessore alle politiche sociali del comune di Albenga Eraldo Ciangherotti ha scritto non solo al Csm ma anche al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e allo stesso tribunale dei Minori, sottolineando “lo spreco di risorse pubbliche, visto che la bimba poteva essere accudita per i primi mesi da una famiglia e che così invece il Comune dovrà pagare una retta giornaliera di 110 euro. Cifra esorbitante che poteva essere risparmiata se appunto la bimba fosse stata affidata alla famiglia”.
“Mi chiedo – sostiene Ciangherotti – se non sarebbe stato più coscienzioso da parte del Tribunale dei Minori, nell’ottica della spending review e per non sottrarre soldi dai capitoli del sociale di un Comune, valutare un risparmio di spesa con una famiglia affidataria”.
“Qualora non ottenessi riscontro immediato chiederò che venga presentata un’interrogazione parlamentare al prossimo ministro, con l’insediamento del nuovo governo. Nel frattempo il Comune di Albenga si mette a disposizione per dare tutto il supporto per un eventuale affido al nucleo famigliare disponibile”.
“Faccio appello al Tribunale dei Minori di Genova e alla nota sensibilità del Presidente Adriano Sansa, perché vengano avviate da subito le procedure di adottabilità del neonato, in modo che la permanenza del minore presso un istituto di accoglienza sia il più limitata possibile. Ci rendiamo tutti conto della complessità di queste scelte e di queste valutazioni che devono essere effettuati in tempi rapidi, tenendo conto del numero elevato di soggetti certamente interessati al l’adozione di un minore già presente sul territorio. Lavoreremo ad Albenga per creare un ricco registro di famiglie idonee agli affidi a supporto del Tribunale stesso, ogni qual volta un minore richieda di essere collocato in un istituto” conclude Ciangherotti.