Loano. Elio Garassini, oltre che primo cittadino di Loano, era stato una figura fondamentale per lo sport della cittadina e per il basket in particolare. I ragazzi nati alla fine degli anni ’50 e negli anni ’60 che si sono cimentati nel minibasket lo hanno avuto come istruttore e educatore, al punto che da tutti veniva chiamato “maestro”.
Garassini ha lasciato un ricordo indelebile nel movimento cestistico loanese: lo testimonia il fatto che la squadra giovanile di basket porta il suo nome. Oggi, all’intitolazione del palazzetto dello sport a suo nome, non poteva mancare uno dei ragazzi cresciuto con il suo esempio e divenuto loanese più celebre nel mondo della pallacanestro: Lino Lardo.
Nato nel 1959, Lardo ha avuto una buona carriera di giocatore professionista nel ruolo di playmaker, vestendo le maglie di Auxilium Torino, Libertas Forlì, Scaligera Verona e Dinamo Sassari, chiudendo la carriera a Bergamo nel 1996.
L’anno successivo si è dedicato al ruolo di allenatore grazie al quale è divenuto celebre. La promozione in A2 con Bergamo, l’ottima esperienza a Verona, il titolo di miglior coach dell’anno ottenuto a Reggio Calabria, la chiamata all’Olimpia Milano con la finale scudetto nel 2005. E poi il salto con Rieti dalla Legadue alla Serie A, due annate con la Virtus Bologna e metà stagione con la Virtus Roma.
“E’ emozionantissimo ritrovare gli amici di una vita con cui sono cresciuto insieme e quei valori che porto sempre dentro di me – spiega Lardo durante la cerimonia di intitolazione -. Oggi, poi, è una giornata particolare perché il ricordo di Elio Garassini per me è fondamentale. E’ una persona che ha segnato la nostra esistenza quando giocavamo e ci ha insegnato dei valori che rimangono dentro di noi”.
Esonerato il 27 gennaio dalla Virtus Roma, Lardo non ha ancora trovato un nuovo incarico. Qualche proposta l’ha ricevuta, ma il coach cerca la giusta opportunità. “La panchina chiaramente mi manca – confessa -. Per me è un momento un po’ particolare perché è il primo anno che non parto da inizio stagione, però è anche vero che è un periodo che mi permette di aggiornarmi, di fare un bilancio del lavoro fatto negli ultimi anni. Resto in attesa che venga fuori qualche offerta, non solo dall’Italia. Quest’estate abbiamo anche lavorato per andare all’estero”.
C’è chi lo vedeva diretto in Spagna, chi in Grecia. Lardo, per ora, è nella sua Loano, ma ammette che valicare i confini nazionale sarebbe per lui una possibilità gradita. “All’estero potrei vivere un’esperienza nuova – afferma -, perché è chiaro che in Italia ho allenato parecchie squadre e mi piacerebbe rimanere qui, però mettersi in discussione all’estero potrebbe essere una soluzione per il futuro”.
L’allenatore loanese continua a vivere di basket e attualmente svolge il ruolo di commentatore televisivo. Così analizza la massima serie italiana e l’Eurolega: “Il campionato italiano è un po’ strano. Alla partenza Milano doveva essere la Siena degli ultimi anni, invece sta facendo molta fatica. E’ un campionato molto equilibrato, ci sono belle realtà soprattutto come Varese e Sassari che danno un po’ di novità ad un campionato che negli ultimi anni era solo appannaggio di Siena. L’Eurolega è interessante perché è una stagione dove ci sono pochi risultati scontati. Alcune grandi vanno bene, altre fanno un po’ fatica. Ci sono stati ricambi generazionali come al Panathinaikos, all’Olimpiacos e al Cska – conclude Lardo -, quindi è molto interessante. La sto seguendo da vicino”.