Politica

Savona, Veltroni: sul Tibet “solidarietà di tutti gli italiani, senza nessuna esclusione”

Savona. Anche alcune bandiere tibetane ieri in Piazza Sisto IV a sventolare al comizio di Veltroni, simbolica testimonianza della violenta repressione in corso da parte del governo cinese del movimento di contestazione in Tibet. Frammentarie e contrastanti le notizie di queste ultime giorni in cui la Cina adottando la linea dura si è mostrata insofferente agli appelli internazionali; se le fonti ufficiali cinesi minimizzano parlando “solo” di arresti e feriti negli scontri, le fonti tibetane hanno denunciato decine e decine di morti a Lhasa e nella provincia vicina del Sichuan, forse un centinaio dallo scorso 10 marzo, secondo quanto riferisce da Dharamsala il governo tibetano in esilio in India.
Il problema del rispetto dei diritti umani rimane per gli Stati Uniti e i Paesi dell’Unione Europea un punto politicamente delicato nei rapporti internazionali con la Cina, motivo di polemiche interne da parte di coloro che denunciano nelle scelte ufficiali degli stati il prevalere sia negli USA sia in Europa di una disinvolta realpolitik in cui le ragioni economiche e di convenienza negli equilibri internazionali dominano, oscurandole, sulle ragioni dell’etica. La questione in Italia continua inevitabilmente a riaffacciarsi anche nei comizi elettorali: “siccome ho citato la parola diritti e siccome vedo qui le bandiere di un popolo che noi sentiamo in questo momento come noi stessi, per quanto riguarda il nostro impegno io voglio esprimere qui la solidarietà di tutti gli italiani, credo senza nessuna esclusione, al popolo del Tibet impegnato nella difesa dei suoi diritti e della sua identità”, ha detto ieri Veltroni a Savona. Sebbene qualcosa si stia muovendo (è di queste ultime ore il viaggio del presidente della Camera dei Rappresentanti USA, la democratica Nancy Pelosi, che ha incontrato a Dharamsala il Dalai Lama e ha chiesto una commissione di inchiesta internazionale; il Parlamento europeo, dopo ripetute sollecitazioni, ha intanto fissato per la settimana prossima, mercoledì 26, una sessione speciale appunto per discutere della crisi in Tibet), nonostante le pressioni di una parte non trascurabile dell’opinione pubblica internazionale l’idea del boicottaggio delle Olimpiadi di Pechino sembra tramontare (la stessa Pelosi nell’incontro di Dharamsala ha ribadito che gli Stati Uniti saranno presenti e il Dalai Lama si è dichiarato fin da subito contrario al boicottaggio). Più a margine della scena internazionale, in questo senso il dibatto in Italia si è ormai in parte attenuato, con la maggior parte dei partiti, Pdl e PD compresi, che si sono pronunciati sfavorevolmente sull’idea del boicottaggio, ritenuta una misura controproducente che rischierebbe di far chiudere su se stessa la Cina peggiorando ulteriormente la situazione. Su questa linea anche le parole pronunciate ieri a Savona dal segretario del PD volte in direzione di una richiesta di maggiore impegno da parte dell’Italia e della Comunità europea sulla questione dei diritti umani in Cina ma che segua tuttavia l’esempio della “moderazione di un uomo di pace come il Dalai Lama”: “penso che l’Italia e l’Europa debbano farsi parte attiva – ha detto Veltroni – perché la Cina è certo un grande paese, un paese che cresce in termini di prodotto interno lordo e va benissimo che nuovi soggetti, va molto bene che nuovi soggetti irrompano sulla scena della globalizzazione ma – ha concluso – la grandezza di un paese non si vede solo sulla base di quanti punti di prodotto interno lordo cresce ogni anno ma anche di quanto rispetta i diritti fondamentali degli esseri umani e tra questi c’è quello del popolo tibetano guidato dalla saggezza del Dalai Lama, dall’equilibrio e dalla moderazione di un uomo di pace come il Dalai Lama”.

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