
India. Potrebbe essere un’opportunità favorevole anche per Tomaso ed Elisabetta quella discussa lo scorso venerdì 12 ottobre presso la Commissione Affari Esteri e comunitari della Camera dei Deputati.
Si tratta della seduta relativa all’accordo siglato tra il Governo della Repubblica italiana e quello della Repubblica dell’India sul trasferimento delle persone condannate. Un accordo stretto lo scorso 10 agosto a Roma, che ha lo scopo di sviluppare la cooperazione tra i due Paesi per il “trasferimento delle persone condannate al fine di facilitarne la riabilitazione sociale che, come noto, risulta di più agevole realizzazione nel contesto in cui la persona condannata sia presumibilmente assistita da più saldi legami sociali e familiari”.
“In tal modo – si legge nell’accordo – sarà possibile che i cittadini italiani, reclusi in carceri indiane, possano tornare in Italia evitando di essere sottoposti a quella ‘pena nella pena’, rappresentata dalle difficoltà di ambientamento, di comunicazione e socializzazione che incontra chi sia detenuto fuori dal proprio paese”.
Un’opzione sulla quale potrebbero puntare anche i due ragazzi italiani condannati all’ergastolo in India (pena confermata in Appello poche settimane fa) per la morte del loro amico Francesco Montis, deceduto nella camera d’albergo che i tre condividevano nel corso di una vacanza a Varanasi.
“Il trasferimento delle persone condannate implica comunque, ai sensi dell’articolo 9, la continuazione dell’esecuzione della condanna, salvo l’ipotesi di un’eventuale revisione che resta di competenza dello Stato trasferente, ai sensi dell’articolo 10, ovvero l’ipotesi di concessione di grazia, amnistia e indulto, ai sensi dell’articolo 11, riconosciuta a ciascuno Stato” specifica ancora l’accordo del 10 agosto.
La mamma di Tomaso, originario di Albenga, pensa che questa potrebbe essere una buona chance per il figlio, anche se il giovane – precisa – “vuole tornare in Italia da uomo libero e innocente, quale è”.
Intanto, Marina Maurizio, insieme al marito Luigi Euro Bruno, faranno ritorno in serata in Italia, dopo settimane trascorse a Varanasi per stare il più vicino possibile al giovane dopo la sentenza d’appello.
“Mercoledì abbiamo avuto un altro incontro a New Delhi con l’ambasciatore e gli avvocati, ma la sentenza non è ancora stata firmata dai giudici e, quindi, non è ancora nelle loro mani – spiega la signora Marina – Ora stiamo valutando, con l’aiuto dello stesso ambasciatore, quale avvocato scegliere per il ricorso alla Supreme Court of India”.
“Abbiamo incontrato Tomaso ed Elisabetta per l’ultima volta martedì: stanno abbastanza bene e hanno sospeso lo sciopero della fame, dopo le rassicurazioni avute di un concreto interessamento da parte delle nostre istituzioni. Sono comunque pronti a riprenderlo nel caso non vi siano in futuro riscontri positivi” conclude la mamma di Tomaso.
Nel frattempo, ad Albenga, gli amici pensano a nuove iniziative di sostegno alla causa dei due italiani, mentre i coniugi Bruno, lunedì prossimo, parteciperanno alla trasmissione televisiva “I Fatti Vostri”.