
Savona. E’ stato rinviato al sei febbraio 2013 il processo presso il Tribunale di Savona a carico di Davide Calabrò, 46 anni, senza fissa dimora, accusato di porto abusivo di una mazza da hockey di 95 centimetri. L’uomo, difeso dall’avvocato d’ufficio Paola Carle, era stato fermato e denunciato dalla polizia savonese dopo essere stato fermato a bordo dell’auto a seguito di un controllo. Il 46enne si è sempre difeso dicendo di aver trovato la mazza per terra. Ora proseguirà l’esame dei testimoni del procedimento penale.
Per Calabrò un’altra tegola giudiziaria, dopo la condanna inflitta dal Tribunale nel dicembre del 2011 in quanto ritenuto responsabile di lancio di sassi e raid vandalici contro le auto parcheggiate nel quartiere di Lavagnola e in via al Santuario (un anno e sei mesi di reclusione, senza sospensione condizionale). Calabrò era stato individuato grazie agli accertamenti investigativi condotti dalla polizia ferroviaria e dai vigili urbani.
Ora, a seguito di altri episodi di vandalismo e lancio di sassi (con altre denunce degli abitanti della zona) sono in corso altre indagini della Polfer e della polizia municipale, con la stessa Procura savonese che ha aperto un fascicolo contro ignoti per i reati di getto pericoloso di cose e attentati alla sicurezza dei trasporti. Il sospetto è che dietro questi episodi possa esserci di nuovo Davide Calabrò, che, dopo un periodo in carcere, adesso è di nuovo in libertà ed è tornato a vivere all’interno di una baracca poco distante dalla ferrovia. Tra le ipotesi è che proprio la mazza da hockey potesse essere utilizzata per compiere atti vandalici e danneggiamenti.