
Cairo Montenotte. “Non possiamo aspettare ‘il morto’ per capire l’importanza della rete dei Pronto Soccorso rispetto alle vallate della Valbormida e dell’Albenganese”. Lo ha detto il consigliere regionale Marco Melgrati nel suo intervento alla Soms di Cairo Montenotte, insieme al consigliere alassino Fabio Lucchini.
Melgrati ha parlato del declassamento a punto di primo intervento programmato dalla giunta regionale. “Ci dicono che cambierà solo il nome, ma sappiamo tutti che non è vero – ha affermato – Punto di primo intervento che per legge non può effettuare ricoveri. Immaginatevi un paziente che arriva a Cairo o ad Albenga al punto di primo intervento, dove al massimo può trovare un medico di turno e un infermiere, e viene dirottato a Savona o al Santa Corona. E se è nevicato? E se c’è ghiaccio? E poi, se a Savona o a Pietra Ligure decidono che è da ricoverare, possono ‘rimbalzare’ il paziente per il ricovero di nuovo a Cairo o ad Albenga… E quanto costeranno i trasferimenti da e per questi ospedali in un anno, con interventi che triplicheranno i tempi abituali? E ci saranno i militi delle Croci disponibili? E fino a quando? E soprattutto a luglio cosa succederà? Toglieranno anche questa ‘caramellina’ a tempo del Punto di Primo intervento aperto 24 ore su 24 per ‘intortare’ l’opinione pubblica e calmare gli animi?”.
“E come mai – ha aggiunto – non si parla degli sprechi nella sanità, come il fatto che esistono 15 reparti di medicina generale nei vari ospedali di Genova, nessuno (tranne 1, che arriva a 15 posti letto) rientra nei parametri dell’agenzia Agenas, cioè almeno 15 letti e fino a 25; alcuni reparti non raggiungono i 6 porti letto; però ci sono fisicamente 15 reparti, 15 primari, 15 vice primari, staff di assistenti, infermieri, Oss, tutto quanto serve per una struttura complessa. E se parliamo di sprechi come non citare il milione e mezzo di euro sprecato per la realizzazione del reparto di Neonatologia e Ostetricia di Albenga, reparto attrezzato con sale operatorie, vasche per il parto in acqua eccetera e poi, dopo le elezioni regionali, smantellato completamente e cancellato”.
“Chi firmerà questo provvedimento di riorganizzazione della rete delle emergenze, firma di fatto la ‘condanna a morte’ di qualche cittadino dell’entroterra della Valbormida o delle valli dell’Albenganese! E noi lo metteremo in evidenza, e pubblicheremo i nomi di tutti quanti i consiglieri regionali e di tutti i partiti che avranno messo la pietra tombale sui Pronto Soccorso di Albenga e Cairo Montenotte! Come sempre, per accorgersi che si sta sbagliando, ci dovrà scappere il morto, in questa nostra Italia” ha concluso Melgrati.