
Albenga. Il declassamento del pronto soccorso ingauno al punto di primo intervento indigna il mondo politico albenganese. Ad intervenire è l’assessore ai Servizi Sociali Eraldo Ciangherotti: “Il Pronto Soccorso di Albenga chiude per decisione di Burlando-Montaldo, colpendo mortalmente e mettendo a serio rischio la vita di un ospedale, il Santa Maria di Misericordia, appena finito di costruire e inaugurato solo 4 anni fa”.
“Una struttura nuovissima e all’avanguardia per attrezzature ed ergonomia degli spazi verrà declassata, per un anomalo e incomprensibile taglio di servizi e risorse, che non si dovrebbe neppure pensare di toccare, proprio perché riguardanti la salute della collettività – sostiene Ciangherotti – I tanti proclami di stato di agitazione lanciati dal Presidente della Commissione regionale sanità Stefano Quaini (IDV) e i tanti silenzi del consigliere regionale Nino Miceli (complice anche la distratta segreteria provinciale del PD) la dicono già tutta sulla mancanza di serietà dell’intero pool di politici al governo della nostra Regione”.
“Nel frattempo, il giorno stesso in cui l’ASL 2 ufficializza il declassamento del Pronto Soccorso di Albenga, la Regione Liguria (principale finanziatore dell’ASL e attore dei tagli alla sanità) si vanta a mezzo stampa di aver reperito, grazie all’assessore Cascino, ben 2 milioni di euro per co-finanziare la realizzazione del secondo tratto della seggiovia dell’impianto sciistico di Monesi, mentre, permano dell’assessore Lorena Rambaudi, lo stesso ente regionale che ha strappato ostetricia e ginecologia da Albenga impegna 250 mila euro per la creazione di una casa per l’assistenza sanitaria alle donne in gravidanza nella Repubblica Centrafricana, oltre ad altrettanti quattrini per la creazione di un centro servizi per il lavoro a Lima e il rafforzamento dei servizi socio-culturali per lo sviluppo comunitario a Santa Fé”.
“Sempre in questi giorni, su proposta dell’assessore regionale al Bilancio e alla Formazione Pippo Rossetti, due milioni e 270mila euro del Fondo sociale europeo verranno impegnati per la valorizzazione degli antichi mestieri e la creazione di nuova occupazione per formare rom e sinti, disoccupati e inoccupati, noi assistiamo alla chiusura di un reparto, fino ad oggi funzionante, che garantiva l’accesso di otre 2000 ambulanze di notte, dalle 20.00 alle 8.00, provenienti dai 20 Comuni del distretto
sociosanitario albenganese nella rete di emergenza dell’anno 2011 – è l’affondo dell’assessore ingauno – Non chiedevamo due milioni di euro e neppure una seggiovia, ma siamo interessati ad una struttura socialmente più vicina e più importante per la collettivitià e con i nostri soldi avremmo solo voluto il mantenimento in vita del nostro Pronto Soccorso”.
“Il dottor Flavio Neirotti, direttore generale dell’ASL savonese, il cui elevato stipendio non favorisce alcun risparmio, nel compiere questo atto illegittimo che ci auguriamo venga annullato dalla magistratura, neppure fornisce agli amministratori tutte le adeguate risposte alle perplessità di chi sa bene che il Pronto Soccorso di Albenga è un presidio di vitale importanza per il suo baricentro geografico. Le mancate risposte alle nostre richieste di accesso agli atti, dovute per legge, e il rimandare questo faccia a faccia con l’intero progetto sanitario a disposizione favoriscono solo il sospetto di una reale mancanza di trasparenza voluta dall’amministrazione regionale, che pure non si tira indietro a finanziare progetti distanti dal reale interesse della nostra collettività locale. Certo, noi già lo sappiamo che nessun risparmio viene ottenuto da questa operazione di spending rewiev, ecco perchè nessuna documentazione viene fornita al riguardo. L’area dedicata alle emergenze avrà sempre gli stessi costi nel bilancio dell’ASL per la manutenzione e per il personale”.
“Invitiamo la popolazione tutta a denunciare nero su bianco con esposti alla Procura della Repubblica, richiesta danni all’Asl e testimonianze a mezzo mediatico le storie di malasanità che da oggi in avanti verranno subite per il cattivo funzionamento della rete di emergenza. Facciamo sentire la nostra voce, tutti quanti. La facciano sentire anche quei politici del territorio, appartenenti allo stesso schieramento di Burlando e Montaldo, che fino ad oggi hanno supinamente accettato le scelte della Regione Liguria, dimostrando la loro inadeguatezza e comunque venendo meno alla loro funzione di
rappresentanti del territorio, finora chiusi in un assordante silenzio, ma pronti ad alzare la voce per contestare strumentalmente questa scelta, in un ridicolo gioco delle parti, una volta in campagna elettorale per le prossime politiche” conclude Ciangherotti.