
Pietra Ligure. “In una situazione di ristrettezza delle risorse occorre razionalizzare e questo serve anche a migliorare l’utilizzo delle risorse umane e delle strutture. In base alle previsioni della spending review, si andrà alla trasformazione del pronto soccorso di Albenga in un punto di primo intervento diurno cioè aperto per 12 ore al giorno. Le risorse umane attualmente disponibili saranno riallocate presso il pronto soccorso dell’ospedale di Pietra Ligure attivando così entro il 31 ottobre pienamente il pronto soccorso – Dea di 2° livello. Allo scopo verranno aperti e utilizzati nuovi locali già disponibili presso tale nosocomio. Stiamo navigando in una situazione di grande difficoltà e dobbiamo dedicare le risorse umane alle strutture dirette o indirette dell’emergenza con grande attenzione. Siamo, infine, disponibili ad affrontare con la direzione della Asl2 il tema della rianimazione cardiologia”.
Lo ha detto l’assessore regionale Claudio Montaldo rispondendo ad una interrogazione in Consiglio regionale di Stefano Quaini (Di Pietro-Idv), sottoscritta anche da Nicolò Scialfa, Maruska Piredda, (Di Pietro-Idv) e da Matteo Rossi (Sel), con al centro la pianificazione e sulle strategie per il pronto soccorso di Dea di II livello dell’ospedale Santa Corona di Pietra Ligure. “Vogliamo sapere – ha detto il consigliere Idv – quando verrà attivata la nuova ala, indispensabile per l’attività del pronto soccorso e se si intenda procedere a completare gli organici per renderli adeguati alla situazione, ben nota, di forte attività del centro”.
Il “Santa Corona”, infatti, è sede di Dea di II livello e di Trauma Center, quindi esprime il massimo delle risposte cliniche in ambito di urgenza – emergenza. “Tuttavia, nel concreto, tale livello può essere raggiunto solo in un contesto ottimale di organizzazione e di organici adeguati mentre, ad esempio, lo spazio a disposizione del pronto soccorso è di soli 700 metri quadri, totalmente insufficienti, ed una nuova ala non può essere attivata per mancanza di personale, pur essendo di fatto completa. Inoltre la mole di lavoro è pari ad oltre 50 mila accessi annui, con una forte prevalenza di codici gravi. L’attuale organizzazione ed abnegazione del personale – ha aggiunto Quaini – ha sempre consentito di dare risposte massimali, ma è necessario un salto di qualità sul fronte degli organici (medici, infermieri professionali, operatori sociosanitari) per potere realmente dare risposte di qualità ai pazienti”.