Cronaca

Carcare, il matricida aveva un porto d’armi ad uso sportivo

Carcare. Potrebbe avere usato un silenziatore o aver attutito lo sparo con un cuscino Francesco Briano, il ferroviere in pensione che ha ucciso la madre Clelia, di 87 anni, in un’abitazione in via Zunino a Carcare. I carabinieri hanno scoperto il cadavere della donna, riverso sul letto, nella notte, durante una perquisizione domiciliare seguita all’omicidio-suidicio avvenuto a Fontanelle di Boves. Cercavano bigliettini o scritti che spiegassero il folle gesto compiuto in Piemonte, ma hanno si sono trovati davanti alla scena del crimine che lo ha preceduto.
L’uomo, secondo la ricostruzione dei carabinieri, ha prima stordito l’anziana madre con un corpo contundente e poi le ha sparato un colpo di pistola che l’ha raggiunta alla nuca. L’appartamento era in ordine, a testimonianza del fatto che l’uomo aveva ripulito tutto prima di concludere il suo piano delittuoso in provincia di Cuneo. I vicini di casa non hanno avvertito alcun rumore, neanche il suono smorzato di uno sparo.
Briano, dopo l’assassinio della madre, ha raggiunto in auto la frazione della località cuneese e in un circolo ricreativo per anziani ha fatto fuoco contro l’ex compagna Maria Maretto, 61 anni. La donna è stata soccorsa e portata all’interno del circolo, dove l’omicida l’ha seguita sparandole il colpo mortale e ferendo a una gamba anche un’altra signora. Poi, poco prima dell’arrivo dei militari, ha rivolto l’arma contro se stesso e ha fatto fuoco.
L’uomo è stato descritto dai carabinieri e dai vicini come particolarmente riservato. La madre non usciva mai di casa. All’interno dell’appartamento carcarese, è stata trovata un’altra arma, una pistola a tamburo acquistata nei giorni scorsi, non ancora denunciata. Le pistole utilizzate per i delitti, una Ruger Magnum e una Smith e Wesson calibro 22, erano regolarmente detenute con un porto d’armi ad uso sportivo. Per conto della Procura di Savona è il sostituto procuratore Ubaldo Pelosi che si sta occupando delle indagini, ma il caso, sul versante valbormidese, sarebbe già chiuso.
Francesco Briano, ex ferroviere, era già balzato alle cronache il 14 aprile 1984, quando aveva aggredito un agente di polizia a Savona. Nonostante fosse stato dichiarato seminfermo di mente, era riuscito ad ottenere il porto d’armi per tiro sportivo in quanto ritenuto riabilitato dopo un periodo trascorso presso un soggiorno di cura. All’origine del tragico gesto di ieri vi sarebbero anche motivazioni di carattere familiare. Da tempo l’uomo era diviso dalla moglie, che si è trasferita in Sicilia, e non avrebbe avuto buoni rapporti con la figlia che abita a Cairo Montenotte, con la quale non si vedeva da tempo.

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