Lettera al direttore

Cantiere a Punta Murena: il commento del WWF

In questi giorni, le modalità di esecuzione dei lavori di ampliamento della sede stradale in località Punta Murena hanno suscitato un dibattito in seno alla classe politica alassina, con le critiche dell’ex sindaco Roberto Avogadro e dell’assessore Piero Rocca, e la difesa di Angelo Iebole della Sinistra Arcobaleno.
Avogadro parla di “ambientalisti ultrapoliticizzati”, per i quali “l’ambiente e gli alberi hanno un valore solo quando possono costituire un’opportunità politica”, mentre “quando a tagliarli come in questo caso sono loro stessi tutto va bene”.
Ora, a parte il fatto che l’ambiente non dovrebbe essere oggetto di contese partitiche, essendo la sua conservazione interesse collettivo, l’intervento è improprio, in quanto confonde il carattere necessariamente politico dell’impegno a tutela dell’ambiente con le connotazioni partitiche della schermaglia in esame.
I due ambiti sono ben distinti. Infatti, il WWF Italia, associazione ambientalista, svolge in piena indipendenza e terzietà rispetto a schieramenti partitici quella funzione politica di difesa dell’ambiente per la quale è riconosciuto come ente morale dal D.P.R. 493/74. Ulteriore differenza sta nel fatto che questo impegno è svolto nel tempo e con costanza, mentre troppo spesso nell’agone partitico le questioni ambientali sono affrontate episodicamente e in modo strumentale.
Sempre senza entrare nella polemica partitica, chi accusa in maniera tanto generica non dovrebbe trascurare il fatto che, per poter criticare, occorre informarsi e conoscere: è proprio ciò che il WWF voleva fare già in data 8 gennaio 2008 (Prot: n. 4 ep), chiedendo visione di atti e documenti relativi al taglio di piante arboree sul territorio comunale.
L’amministrazione alassina è stata quantomeno reticente e inadempiente ai propri doveri: la richiesta non ha avuto alcuna risposta, in spregio al dettato della legge 241/90. Per piazza Stalla e piazza Partigiani, ha dovuto confrontarsi con le sue inadempienze solo perché, grazie agli ambientalisti, è intervenuta la Sovrintendenza ai beni ambientali.
Comunque, anche a prescindere dal fatto che di frequente i progetti non vengono attuati in modo corretto, resta la conseguenza che, se è preclusa l’informazione, si può solo constatare il fatto compiuto: il caso di punta Murena ne è un esempio, ma si possono citare a proposito anche vari interventi della Provincia in Valle Bormida e al Colle di Cadibona – sempre con tanto di abbattimento di alberi ad alto fusto.
A parte ciò, depurate dalle forzature partitiche, alcune valutazioni sono pure condivisibili: quella di Piero Rocca, nella parte in cui denuncia l’inutilità funzionale dell’opera e la sua inopportunità finanziaria; quella di Iebole là dove ipotizza che il sindaco (e consigliere provinciale) Melgrati sapesse ciò che la Provincia si accingeva a fare sul territorio di Alassio.
Per questo, dato che è vieppiù difficile difendere l’ambiente dai vari attacchi, su tutto il territorio, invitiamo i cittadini a pretendere maggiore informazione e trasparenza da parte delle varie amministrazioni, a tutti i livelli: è un loro diritto di legge e permette di operare un controllo del territorio senz’altro più efficace e puntuale, al di fuori di prese di posizione strumentali e accordi partitici.

Gruppo attivo WWF di Alassio